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Regolamento edilizio unico: a che punto siamo?

Dopo la stesura delle definizioni standard, approvate l’8 febbraio scorso (42 definizioni uniformi) pareva essere vicino l’agognato traguardo della nascita del Regolamento edilizio unico. Auspicio per ora vano: il termine per la conclusione dei lavori era previsto per novembre 2015, ma il Regolamento non ha ancora visto la luce. Al momento i partecipanti al tavolo tecnico hanno trovato un accordo soltanto sulla definizione dei parametri edilizi: superfici, distanze tra edifici, altezze delle costruzioni. 

Ricordiamo che il Regolamento edilizio unico si configura alla stregua di un regolamento edilizio tipo valido per tutti gli 8mila Comuni italiani ed è una delle misure per la semplificazione nel settore delle costruzioni contenuta nel decreto legge Sblocca Italia (art. 17-bis decreto legge 133/2014). Ogni Comune avrà la possibilità di conformare il testo base secondo le proprie specificità: sarà questo lo strumento a disposizione delle Amministrazioni comunali per regolare l’attività di costruzione sul proprio territorio, indicando le prescrizioni progettuali e costruttive che meglio si conformano alla realtà locale.

Stato, Comuni e Regioni devono elaborare un solo testo, da sottoporre al via libero definitivo della Conferenza unificata, in sostituzione degli oltre 8mila regolamenti vigenti. Ciò consentirà di applicare in tutta Italia gli stessi parametri (o quasi) e le definizioni, alle quali devono attenersi gli ingegneri nella progettazione e le imprese nel costruire case, palestre e altri immobili  La redazione del regolamento tipo dev’essere preceduta dall’individuazione di criteri di lavoro e dall’esame della normativa vigente e delle modalità di coinvolgimento delle amministrazioni e dei soggetti interessati.

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