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Regioni, sul tavolo il nodo dei 4 miliardi da tagliare

Fonte: Il Sole 24 Ore

Prima sconvocato da palazzo Chigi per presunti problemi di agenda delle regioni, poi nel giro di un’ora riconvocato dopo le proteste dei governatori: «Noi siamo a Roma riuniti per questo, non abbiamo problemi», ha mandato a dire Sergio Chiamparino a Matteo Renzi davanti all’inatteso stop. Non è mancato un piccolo giallo nel tardo pomeriggio di ieri sull’incontro Governo-Regioni, che come era stato stabilito, si terrà oggi di buon mattino alle 8. Per i sindaci invece l’appuntamento è giovedì 30.

Il nodo restano quei 4 mld di tagli della Stabilità 2015, sulla quale Renzi ha confermato a più riprese che i governatori possono intervenire senza ridurre i servizi, neppure per la sanità, ma incidendo sugli sprechi. E che invece per le regioni non possono avvenire altro che riducendo il welfare. Posizioni-contro, su cui oggi si cercherà di imbastire un confronto, di sicuro non ancora risolutivo in questa fase, quando la manovra non è neppure approdata in Parlamento. Ma in qualche modo si imbastirà una pre-trattativa. «Purché si esca esca dalla logica delle battute», ha chiesto Chiamparino.

I governatori ne hanno discusso a lungo nella serata di ieri, con più ipotesi sul tappeto tutte da verificare al tavolo col Governo. Dove, domani, andranno a carte coperte, dicendosi pronte a partecipare ai sacrifici ma senza toccare i servizi e alla pari con i ministeri. Purché però si discuta. Ecco così l’idea di un’operazione di risparmi sul servizio del debito locale, l’ipotesi (sembra dell’Economia) di far scontare sui loro bilanci la razionalizzazione delle partecipate, i maggiori tagli ai ministeri. Per la sanità, qualcosa – fino a 1-1,2 mld in meno – arriverebbe anticipando il «Patto salute» tra sprechi, reparti e strutture in eccesso, beni e servizi e centrali d’acquisto, ma non solo. Se qualcosa si perderà del Fondo 2015 da 112 mld, si potrebbe recuperare alla voce investimenti, altro tasto delicato per il Ssn.

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