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Reddito di cittadinanza, un debutto senza code

Fonte: Sole 24 Ore

di GIORGIO POGLIOTTI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Debutto senza caos per le domande per ottenere il reddito e la pensione di cittadinanza. Gli appelli a non affollare nel primo giorno gli uffici postali e i Caf hanno funzionato. Ieri alle Poste ne sono arrivate 44.125. In particolare 35.653 domande agli uffici postali, dove non c’è stato alcun “assalto”, complici anche i manifesti appesi agli ingressi che invitavano a presentarsi in ordine alfabetico. Inoltre sono state presentate 8.492 domande dal sito dedicato che di mattina presentava problemi, superati nel corso della giornata. Nel canale “Poste” le prime tre regioni per numero di richieste sono la Campania, la Lombardia e la Sicilia (rispettivamente, con 5.770, 5.751, 5.328). Quanto ai Caf, le maggiori file si registrano a Torino e Milano, casi di affluenza sopra la media anche in alcuni uffici di Bologna, Firenze, Cosenza, Palermo e Siracusa .

«Tutto sta filando liscio, siamo orgogliosi di questa misura che non ha finalità assistenziali – ha commentato il premier Giuseppe Conte – . Un altro impegno del Governo è realtà. Lo Stato non abbandona nessuno: ora ci sono un sostegno per chi è in difficoltà e un’occasione per reinserirsi nel mondo del lavoro». Critici invece i vescovi della Cei, nell’audizione alla Camera: «È enorme il rischio di aumentare queste forme di cittadinanza non solo passiva ma anche parassitaria nei confronti dello stato».

I 30mila Caf non hanno fornito numeri, ma di qui a fine marzo si attendono un numero elevato di richieste. «Nelle ultime settimane gli operatori hanno accolto già migliaia di domande o appuntamenti da smaltire nei prossimi giorni» spiegano i coordinatori della Consulta dei Caf, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini. A fornire cifre sono i soli Caf Cisl che hanno contato 3.500 domande e 14mila appuntamenti: la Sicilia è la regione più interessata, con oltre 900 domande presentate, seguita dalla Calabria (500), Puglia (400) Campania e Lazio (300). Molti cittadini non avendo l’Isee 2019, l’hanno compilato ieri e presenteranno la domanda dalla prossima settimana: dai 2mila appuntamenti fissati in Emilia Romagna ai 1.800 delle Marche, ai 1.600 in Piemonte , ai 1.500 nel Lazio, solo per citarne alcuni.

Tuttavia se la “fase 1” di erogazione del sussidio anti povertà è partita senza intoppi, per la “fase 2” delle politiche attive del lavoro regna l’incertezza, a causa del conflitto tra governo e regioni sui 6mila navigator. Il governo vuole farli assumere da Anpal servizi, dopo una selezione per titoli e colloqui (senza procedure concorsuali) con un contratto di collaborazione biennale, per operare nei centri per l’impiego (controllati dalle regioni). «Qualsiasi decisione sui navigator spero possa essere presa insieme alle regioni – ha detto il vicepremier Luigi Di Maio – è necessario arrivare alla definizione di un programma di lavoro comune con le regioni in tempi brevi». Per Di Maio i navigator servono a «dare supporto nel breve periodo» ai centri per l’impiego, per «sopperire per quel lasso di tempo che va da quando eroghiamo il reddito all’esaurimento dei concorsi per i 4mila» (le assunzioni a tempo indeterminato programmate dalle regioni, ndr). Poi, aggiunge Di Maio, le regioni avranno «altri soldi per assumere i 6mila».

Ma i governatori sollecitano un’intesa a livello di Conferenza Stato-Regioni, non considerando sufficiente il semplice «parere» introdotto dal governo nel decretone all’esame della commissione Lavoro della Camera. «Il ministro sembra volere una rottura istituzionale – ribatte la coordinatrice degli assessori regionali al lavoro, Cristina Grieco -. Le regioni stanno chiedendo solo di rafforzare i servizi con assunzioni stabili e non con migliaia di precari contrattualizzati in modo massivo e frettoloso. E lo vogliono fare d’intesa con il governo, come prevede il dettato costituzionale ». Le regioni sottolineano come l’ingresso nella Pa debba avvenire per concorso, quindi l’ipotesi di far assumere i navigator dai Cpi sembra difficilmente realizzabile.

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