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Recovery Plan: sbagliato escludere Piccoli Comuni e aree interne

Il coordinatore nazionale ANCI dei piccoli Comuni, Massimo Castelli, è intervenuto a margine della riunione della consulta nazionale Piccoli Comuni e della commissione Montagna ANCI che ha visto in parte in presenza e in parte in collegamento video i rappresentanti di ogni Regione. “Nella programmazione delle azioni da mettere in campo sul PNRR riteniamo che i piccoli Comuni e le aree interne debbano far parte di un ‘progetto Paese’ che includa tutti e che dia pari opportunità a tutti i cittadini indipendentemente dal luogo di residenza”.

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“Abbiamo davanti un anno importantissimo – ha proseguito Castelli – in cui, oltre a quelle del PNRR, arriveranno ingenti risorse dalla programmazione comunitaria 2021-2027. Il faro deve essere una vera politica di coesione territoriale, che consenta una crescita del sistema Italia nel suo insieme. Quando parliamo di mobilità sostenibile sarebbe un errore limitarci a quella urbana delle metropolitane ma dobbiamo pensarla come una mobilità strutturata su tutto il territorio nazionale in relazione ai diversi contesti presenti a livello locale. Quello di una mobilità sostenibile, ma come molti altri servizi – ha rimarcato Castelli – rappresenta un diritto anche per dieci cittadini di una frazione che senza una visione unitaria comporterebbe un costo elevatissimo per metterli a disposizione. L’unica soluzione, dunque, sarebbe una sintesi su esigenze non contrastanti ma complementari tra loro. Lavoriamo insieme per eliminare questo divario, puntando davvero sulla fiscalità di vantaggio per quelle aree interne che da anni lamentano una forte emorragia di popolazione”. Il coordinatore ANCI ha concluso parlando di tematiche ordinamentali, e nello specifico del “terzo mandato”, proposta accolta dall’Assemblea della Camera. “Grazie al particolare impegno di un nostro collega deputato, Roberto Pella, primo firmatario della proposta di legge “liberiamoisindaci” ispirata dall’ANCI, ed evidentemente anche per una intesa trasversale che si è creata in Parlamento, è prevista la possibilità di un terzo mandato consecutivo per i Comuni fino a 5mila abitanti, fino ad oggi consentito solo per quelli fino a 3.000 abitanti. La posizione espressa dall’ANCI a tale riguardo è e resta sempre ispirata innanzitutto dal principio di consentire ai cittadini elettori di indicare il proprio e più diretto rappresentante senza limiti temporali, principio naturalmente valido per tutti i Comuni. Nelle ultime tornate elettorali, l’aggravarsi delle oggettive difficoltà nel reperire candidati a primo cittadino nei Comuni più piccoli trova ora una prima risposta concreta da parte del legislatore”.

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