Recovery Plan: la cultura come patrimonio dell’umanità ferita

Anche se non finanziato direttamente attraverso il Recovery Plan (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR), il “Fondo in favore dei Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica, nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità”, istituito dal ministro del Turismo, rientra in pieno nell’alveo di misure di intervento connesse all’emergenza da Coronavirus a favore dello sviluppo e dell’economia locali.

Il Fondo rappresenta infatti l’attuazione di quanto previsto dall’art. 7 del “Decreto Sostegni-bis” (decreto legge 25 maggio 2021, n. 73 convertito con modifiche dalla legge 23 luglio 2021 n. 106) con l’obiettivo di sostenere la ripresa del settore turistico particolarmente colpito dalla crisi generata dalla pandemia nei Comuni caratterizzati da spiccata vocazione turistico-culturale.

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E risulta particolarmente simbolica la coincidenza del varo di questo strumento con il periodo drammatico che stiamo vivendo a causa degli eventi bellici in corso in Ucraina. Di fronte alla ferita profonda e dolorosa che l’invasione russa sta provocando al nostro patrimonio di valori umanitari, in primis a quelli essenziali come la vita stessa ma non solo, se pensiamo alla commozione suscitata dalla distruzione del teatro di Mariupol, anche un segnale come quello dato dal sostegno al patrimonio culturale Unesco delle nostre città, diventa fondamentale per rammentarci quale sia il contributo che la cultura offre alla definizione della nostra umanità e quanto sia essenziale difendere, assieme ad essa, i valori della nostra civiltà europea.

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