Questo articolo è stato letto 418 volte

Pubblico impiego, licenziamenti: “stretta” in arrivo per i dipendenti assenteisti e sleali

Pubblico impiego, licenziamenti: stretta in arrivo

Riforma PA, una certezza c’è: nelle prossime settimane, sicuramente entro la fine del mese di febbraio, verranno presentati in Consiglio dei ministri tre decreti attuativi idonei a far ripartire l’iter del disegno di riforma della Pubblica Amministrazione interrotto bruscamente un paio di mesi fa dalla pronuncia della Consulta (sentenza 251/2016). Il principale dei 3 decreti attesi è quello concernete il pubblico impiego (comprendente i licenziamenti disciplinari), mentre gli altri due riguarderanno le aziende partecipate e la dirigenza sanitaria.
Il licenziamento “lampo”, che colpisce oggi i “furbetti del cartellino” in appena 30 giorni (decreto 116/2016), investirà altri dipendenti pubblici sleali, colti in flagrante mentre si macchiano di colpe gravi.

Pubblico impiego: stretta in arrivo in Cdm entro fine mese

In fase di arrivo c’è inoltre una sorta di decalogo, contenente un elenco di dieci situazioni che potrebbero condurre al licenziamento dei dipendenti statali.
Nel decreto in arrivo sul pubblico impiego si dovrebbe fare così chiarezza sulla questione, delineando uno per uno le condizioni che determinano il licenziamento: dalla falsa attestazione della presenza in servizio allo scarso rendimento. E la sanzione massima si attiverebbe anche, nei casi più gravi, per il responsabile che davanti agli illeciti ‘si volta dall’altra parte’, previsto anche tra le cause accettare regali costosi, abusare dell’auto di rappresentanza.
Dovrebbe anche essere stabilito che in caso di procedura ordinaria, entro tre mesi, non più quattro, l’azione deve essere conclusa. Resta fermo il licenziamento sprint, di 30 giorni, per il furbetto del cartellino, che dovrebbe essere esteso a tutte le forme illecite che portano a licenziamento accertate in flagranza.

>> CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO QUI

>> CONSULTA LA PAGINA SPECIALE DEDICATA ALLA RIFORMA MADIA.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *