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Pubblicato il Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle p.a.

È stato pubblicato sul sito dell’Anac il Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche – 2015 -2017.
I risultati dell’analisi, condotta con la collaborazione di Formez e Università di Roma Tor Vergata, sono il punto di partenza per orientare la strategia nazionale di prevenzione della corruzione e possono rappresentare un primo strumento di autovalutazione a disposizione delle pubbliche amministrazioni.

A seguito dell’insediamento del nuovo Consiglio nel luglio del 2014, l’Autorità nazionale anticorruzione ha considerato prioritario esaminare la qualità dei piani di prevenzione della corruzione adottati dalle pubbliche amministrazioni, si legge nella presentazione del Rapporto a firma del presidente dell’Anac Raffaele Cantone.

Questa scelta è derivata dall’esigenza di far precedere l’elaborazione del Piano nazionale anticorruzione e l’individuazione delle principali direttrici delle future attività di vigilanza  da un rigoroso esame dello stato di attuazione della strategia anticorruzione a livello nazionale, a poco tempo dall’entrata in vigore delle norme contenute nella legge n. 190 del 6 novembre 2012 che ne prevedono il coordinamento da parte dell’Anac. 

Data la centralità che la legge stessa riconosce alla programmazione delle misure amministrative di contrasto alla corruzione, da intendere come precise scelte organizzative, che vanno di pari passo col miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’attività dei soggetti coinvolti, l’esame dei piani adottati ha consentito di verificare lo stato di attuazione delle norme vigenti ed il livello di recepimento degli indirizzi adottati dalla stessa Autorità.

A questo fine, abbiamo deciso di istituire un gruppo di lavoro per l’esame dei piani  anticorruzione di un campione di 1911 enti. Si è scelto di costituire il gruppo ricorrendo al personale della stessa Autorità, nella convinzione che soltanto un coinvolgimento diretto dei dipendenti chiamati poi a lavorare direttamente sulle tematiche della prevenzione della corruzione possa assicurarne la piena consapevolezza delle scelte valutative. Per tutto il gruppo è stata inoltre preziosa la collaborazione con il Formez e l’università di Tor Vergata (1), che hanno messo a disposizione i propri professori, ricercatori e dipendenti per svolgere una capillare attività di formazione, affiancamento e supervisione, redigendo il report finale di presentazione dell’attività svolta.

I risultati dell’analisi, pur dimostrando che è ancora lunga la strada da compiere per ritenere assimilata la cultura della legalità e della prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, hanno tuttavia evidenziato l’importanza del cammino intrapreso. Proprio partendo dall’analisi dei passi compiuti in questa direzione, si è deciso di sviluppare il recente Aggiornamento del Piano nazionale anticorruzione (2), che dall’analisi ha tratto spunti di riflessione imprescindibili per la definizione dei propri contenuti.

Le esperienze, purtroppo ancora poche, nelle quali è stato possibile isolare buone pratiche e misure efficaci, dimostrano che l’anticorruzione è prima di tutto una scelta amministrativa, che inizia con la programmazione dei Piani e che, dove correttamente attuata, si traduce in modelli di gestione e di amministrazione credibili ed efficienti.

risultati dell’analisi condotta, di seguito riportati analiticamente, sono certamente il punto di partenza per orientare la strategia nazionale di prevenzione della corruzione e possono rappresentare un primo strumento di autovalutazione a disposizione delle pubbliche amministrazioni finalizzato all’adozione di scelte consapevoli.

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