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Più controlli per le grandi opere in Italia

Conti correnti dedicati per la gestione finanziaria dell’esecuzione di lavori oggetto di appalti; sistemi di allerta su movimenti anomali di denaro; utilizzo esclusivo di bonifici Sepa; controlli sia sui contraenti generali, sia su subappaltatori e fornitori. Sono solo alcuni degli interventi inseriti nalle indicazioni operative elaborate dal Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere (Ccasgo). Si tratta di un estensione del piano già positivamente sperimentato su alcuni lavori quali il Progetto Pompei, la Metropolitana C di Roma e M4 di Milano riconosciuto e finanziato dalla Commissione europea come best practice.

Di prossima adozione al Cipe, il modello elaborato dal Casgo renderà operativo un meccanismo di verifiche più evolute e sofisticate rispetto a quelle già previste dalla tracciabilità dei flussi finanziari. Un ulteriore passo nel solco della trasparenza e legalità, della lotta alla mafia, dell’anticorruzione e del contrasto alla mala gestione della spesa pubblica.

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