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Pisapia scatenato con gli evasori

Fonte: Italia Oggi

Milano che fa sempre tendenza, nella politica amministrativa fa controtendenza. Se molti comuni fanno a gara ad annunciare lo scioglimento delle convenzioni con Equitalia, a causa dei contestatissimi metodi dell’agenzia di recuperare i crediti, il capoluogo lombardo scavalca tutti a sinistra: la caccia all’evasore la farà «inhouse», come si dice nelle aziende di attività in genere esternalizzabili ma che, al contrario, vengono realizzate all’interno.
La giunta di Giuliano Pisapia spenderà 350mila euro per dotarsi di quello che la cronaca milanese di Repubblica ha battezzato ieri «un cervellone anti-evasori», con titolo immaginifico quasi si parlasse del mitico Hal di Odissea 2001.
In realtà si tratta di un software ad hoc, la killer application del recupero tasse non versate, col quale il Comune darà la caccia ai «furbetti del tributino». Il programma informatico, che è stato realizzato da un’azienda marchigiana, la Seda Spa di Jesi (Ancona), sembrerebbe in grado di realizzare i fatidici incroci di dati diversi, provenienti dai più svariati database, capace di fare accendere la spia rossa dell’evasore.
Un bel mescolone di dati che vengono dalle Agenzie delle entrate, anagrafe, dichiarazioni Ici, pagamenti di tasse rifiuti, di occupazione suolo pubblico, istanze per gli scuola bus, financo le multe (che potrebbero forse rivelare modelli e cilindrate d’auto non dichiarate), confrontati con l’inesorabile precisione di una algoritmo con vocazione fiscale.
Un segugio degli archivi amministrativi capace di fare alzare in volo il fagiano-contribuente che ha chiesto la tariffa minima per la mensa dei figli a Milano Ristorazione, azienda municipale, e poi scorrazza per il centro, pigliando contravvenzioni a iosa col suo suv. Incongruenze che lo rendono pronto per essere abbattuto dalle doppiette della tributaria municipale: pum, pum!
E così Suite, acronimo beffardo che sta per Sistema unificato di inforamzione del territorio e delle entrate, segnalerà il colpevole.
Una novità assoluta tanto che, non essendoci in commercio prodotti simili, il comune non dovuto neppure bandire una gara.
Costo iniziale 48.400 euro cui si sommerà l’8,5% su ogni singola riscossione, comunque entro un massimo di 314.600 euro. Gli uffici comunali, forse per superare il vaglio della severa spending review dell’assessore al Bilancio, Bruno Tabacci, hanno messo a punto un calcolo semplice: stimando in 15mila euro il valore medio di segnalazione, ne basterebbero 200 per fare 3milioni di tributi recuperati.
Il credito, d’altra parte, è pesantissimo: il Comune ha iscritto a bilancio 35milioni di tributi (Ici, Tarsu, Cosap ecc) non pagati.
Tanti, tantissimi contribuenti per i quali ora Pisapia prenota una Suite a Palazzo Marino.

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