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«Piani industriali» per le Città metropolitane

Fonte: Il Sole 24 Ore

Un «piano industriale» per ogni Città metropolitana, un Libro bianco da presentare nel tardo autunno come “manifesto” dei nuovi enti e un Forum per portare il tema al centro del dibattito pubblico.

Il quadro delle risorse è ancora incerto, la distribuzione dei tagli fra le Città va ancora definita per quest’anno e solleva incognite ancora più pesanti per il 2016-2017, ma la politica prova a uscire dall’orizzonte del giorno per giorno per pensare a come sfruttare il nuovo ente, che la legge Delrio ha attuato dopo 24 anni di attesa (le Città sono previste dal 1990, e sono in Costituzione dal 2001).

Per farlo, Anci e Teh-Ambrosetti hanno lanciato ieri il progetto Start City che in tutte le 14 Città metropolitane (le 10 individuate dalla legge nazionale e le 4 previste in Sicilia e Sardegna) coinvolgerà amministratori locali, Confindustria, Camere di commercio e associazioni di categoria per condividere politiche di attrazione degli investimenti e di rilancio delle economie locali.
«Finalmente – spiega il presidente dell’Anci, Piero Fassino – la Città metropolitana è diventata un’istituzione, e ora occorre darle forza in termini di cultura, identità e strategia». Per farlo occorre trasformare le Città in poli di attrazione per cittadini, imprese e turisti perché, conclude il sindaco di Torino, «nella globalizzazione la competizione è fra i territori».

Sul piano concreto, l’orizzonte strategico e quello più “congiunturale” legato alle battaglie sulle risorse si legano:?«È chiaro che senza le risorse è difficile proporre qualcosa di concreto per i cittadini – ragiona il sindaco di Firenze Dario Nardella, coordinatore Anci delle Città metropolitane – ma è altrettanto evidente che attrarre investimenti è la leva principale per far crescere la capacità fiscale, e quindi le opportunità di attuare politiche». L’altra chance è data dai fondi europei, che per il momento sono però limitate al Pon Metro, il programma operativo Ue sulle aree metropolitane:?«Non basta – sottolinea Nardella – e servirà un rapporto diretto fra i sindaci e le autorità europee per far crescere gli interventi». 

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