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Per la Campania il sacrificio ammonta a 200 milioni

Fonte: Il Sole 24 Ore

Dovrebbe ammontare a circa 200 milioni il “sacrificio” richiesto alla Campania. La Regione teme fortemente i nuovi tagli alla spesa sanitaria. La nuova giunta di Vincenzo De Luca e la struttura burocratico-amministrativa in via di assestamento dopo il cambio della guardia, attendono i numeri definitivi per rifare i conti.
Il tema è scottante poiché la regione da più di cinque anni è alle prese con un piano di rientro dal decifit e di riduzione del debito, tutto lacrime e sangue, peraltro costato la perdita di circa 8mila posti di lavoro nel solo settore pubblico. 

Una vera e propria terapia d’urto: vanto della precedente giunta regionale guidata da Stefano Caldoro, per aver apportato tagli alla spesa corrente pari a 500 milioni annui, per correggere un disavanzo sanitario che nel 2009 ammontava a 773 milioni, e portandolo a un avanzo di gestione di 6 milioni nel 2013. Mentre il debito pregresso, che nel 2005 ammontava a 4,9 miliardi circa, raggiungeva, secondo le stime della Regione nel 2014, i 4 miliardi.
Ma ora la nuova amministrazione si prepara a voltare pagina: l’attenzione e apprensione, finora assolute sul tema di far quadrare i conti a ogni costo, sotto la guida di De Luca, lascia spazio a un’altra e grave emergenza: la carenza di personale sanitario. Conseguenza del prolungato blocco del tourn over totale dapprima e dal 2011 consentito solo per il 15%. «La grande emergenza della sanità campana – dice Enrico Coscioni, consigliere del presidente della Regione per la sanità –?sono al tempo stesso la carenza del personale, il diffuso precariato, l’assenza negli organici di giovani». Da qui il primo provvedimento firmato nei giorni scorsi dal neo insediato governatore De Luca, per stabilizzare circa mille precari storici. La procedura è ormai partita e a breve si attendono i bandi per l’assunzione dei precari. Mentre si sta lavorando alla creazione di Aree aggiuntive in intramoenia negli ospedali che presentano carenze particolarmente gravi. 

«Il piano ospedaliero – aggiunge Coscioni –?ha finito per salvare numerose strutture, ma queste sono rimaste quasi prive di personale». In definitiva, per il consigliere di De Luca, la Campania può ancora lavorare sull’efficientamento, ma non potrà subire altri tagli poiché ha un bisogno inderogabile di organici. Il fine ultimo è quello di migliorare i livelli essenziali di assistenza, per i quali la Campania è in coda alla classifica delle regioni italiane. È scandalo di pochi giorni fa quello di un uomo a cui è stato operato il femore sano nell’ospedale di Boscotrecase. È scandalo antico l’altissimo tasso di parti cesarei (il 50%). La Campania insomma presenta al Governo la fotografia di un settore allo sfascio da rilanciare e promette battaglia – questa volta in linea con la posizione della giunta Caldoro – sui criteri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale, decisa a pretendere una ripartizione più equa che assicuri a tutti i cittadini italiani, al Nord e al Sud, le stesse risorse. 

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