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Per far cassa i comuni veneti mettono in vendita gli stadi

Fonte: Il Sole 24 Ore Nord-Est

Non solo antichi palazzi e appezzamenti di terreni. In Veneto l’ultima frontiera per rimpinguare le casse comunali è vendere gli stadi. Accade, ad esempio, a Venezia. L’impianto sportivo “Francesco Baracca”, di proprietà del municipio, sorge in centro a Mestre. Dopo il fallimento della società di calcio mestrina non viene più utilizzato a livello professionistico. «Non c’è ragione che rimanga in piedi – spiega Bruno Filippini, assessore al patrimonio del comune di Venezia -. Due anni fa abbiamo inserito lo stadio all’interno del piano delle alienazioni. Al posto della struttura, ormai obsoleta, verranno realizzati dei lotti residenziali. Non ha senso mantenere uno stadio che ormai fa solo parte della storia. La vendita permetterà di riqualificare l’intero quartiere Carpenedo Bissuola». La delibera che contiene il piano delle alienazioni è stata però contestata da un comitato di residenti. «Lo stadio è un punto di socializzazione della città da quasi novant’anni, assieme a piazza Ferretto – sottolinea il medesimo comitato -. A suo tempo è stato fortemente voluto dai mestrini; l’impianto rappresenta dunque un valore storico, culturale e sociale della città di Mestre. Al posto dello stadio saranno costruiti altri migliaia di metri cubi di cemento armato. Perderemo un simbolo della nostra identità». Anche lo stadio “Menti” di Vicenza verrà dismesso a breve. Qui gioca ancora la gloriosa società biancorossa nel campionato di serie B. Tuttavia, è già stato redatto un progetto che prevede la costruzione del nuovo impianto nell’area di Vicenza est. «Ogni anno il municipio spende centinaia di migliaia di euro per la manutenzione del Menti – chiarisce Massimo Pecori, assessore agli affari istituzionali della città Berica -. Lo stadio verrà abbattuto. Lì sorgerà un nuovo polo dell’Università di Vicenza. Il comune sta ancora valutando la possibilità di vendere l’area dello stadio all’ateneo o di darla in concessione». L’intero piano della alienazioni del comune di Venezia vale 82 milioni e conta diciotto edifici. Oltre allo stadio “Baracca”, sono presenti l’ex scuola “Monteverdi”, palazzo Gradenigo, palazzo Diedo e un fabbricato rurale a Sant’Erasmo. Le trattative sono affidate alla società Estcapital group (si occupa della gestione di fondi immobiliari). «Fino ad ora non è stato venduto alcun immobile – sottolinea Filippini -. Ma non siamo preoccupati. D’altronde, dato il particolare momento di crisi del mercato immobiliare, abbiamo tutto l’interesse ad aspettare per ottenere il massimo in termini di guadagno. In futuro potranno essere inseriti altri immobili nel piano delle vendite». Per quanto riguarda il comune di Vicenza, in questo caso il piano delle alienazioni vale 18 milioni. In vendita il complesso monastico di San Rocco, che da solo vale 8 milioni, e l’ex caserma della Guardia di Finanza, 4 milioni. «Sono andati deserti due bandi pubblici per la vendita degli immobili – spiega l’assessore Pecori -. Abbiamo quindi avviato una trattativa privata, come previsto in questi casi dalla legge. Andremo alle buste: terremo in considerazione le migliori offerte che arriveranno per ogni singolo immobile. Entro giugno dovremmo firmare il preliminare per la compravendita dell’ex caserma delle Fiamme Gialle. Ma non possono ancora svelare il nome dell’acquirente, siamo ancora in una fase di trattativa. Gli altri immobili? La linea del municipio è venderli, non svenderli. E per il momento non abbiamo ancora concluso ufficialmente alcun affare». Fra le proprietà alienabili in capo al comune, anche un parcheggio scoperto (un milione) e due park sotterranei (poco più di un milione). Il municipio di Verona quest’anno ha messo in vendita diciassette edifici comunali, sedi di diversi uffici, per un valore totale che supera i 50 milioni. Il ricavato servirà per costruire un nuovo palazzo comunale nella primissima periferia a sud di Verona. «Palazzo Barbieri resterà la sede di rappresentanza del comune – precisa Daniele Polato, assessore al patrimonio del municipio scaligero -. Le altre sedi verranno invece vendute a privati. Sono poco efficienti. E poi sono distanti fra di loro: un cittadino deve attraversare tutta la città per sbrigare delle pratiche. Il nuovo fabbricato sarà a basso impatto, all’insegna dell’ecosostenibilità». Infine il comune di Padova. Nel piano delle alienazioni 2011 è stato inserito anche il complesso Serenissima di via Anelli, sgomberato cinque anni fa dalla forze dell’ordine. Conta novanta appartamenti. E al posto delle ex scuole del quartiere Torre sorgeranno nuovi palazzi.

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