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Per edilizia e urbanistica pieno di ricorsi davanti ai Tar

Fonte: Il Sole 24 Ore

Davanti ai giudici amministrativi si litiga soprattutto per questioni legate all’edilizia e all’urbanistica. E non si tratta soltanto dei ricorsi al presidente della Repubblica. Anche presso le sezioni giurisdizionali di Tar e Consiglio di Stato sono numerose le cause su permessi di costruire, piani regolatori, ampliamenti, demolizioni e tutto quanto è legato a interventi che presuppongono il via libera delle amministrazioni locali.

I dati sul contenzioso 2014 lo confermano. Se si eccettuano i processi per le esecuzioni del giudicato, i ricorsi in materia di edilizia rappresentano di gran lunga il lavoro che più impegna i giudici amministrativi: l’anno scorso i fascicoli pervenuti ai tribunali amministrativi sono stati più di 10mila, ovvero il 16% del contenzioso complessivo che ha investito i Tar. 
In un’ipotetica classifica della litigiosità le cause su immobili e costruzioni staccano con ampio margine quelle sugli stranieri, che si posizionano al secondo posto con la metà dei ricorsi (oltre 5mila), che pesano per l’8 per cento.

Discorso analogo in appello. Anche presso il Consiglio di Stato l’edilizia e l’urbanistica mantengono il primato – quasi 2mila ricorsi, ovvero il 18% del totale – per quanto le distanze con il resto del contenzioso siano meno ampie. Per esempio, a Palazzo Spada sul “podio” del contenzioso salgono anche le cause sugli appalti pubblici, che nel 2014 sono state 1.300 e hanno rappresentato il 12% dei fascicoli aperti.

La supremazia dei ricorsi in tema di edilizia e urbanistica non è una novità. Anzi, nel 2013 il numero era stato anche più consistente, perché aveva oltrepassato quota 11mila, arrivando a rappresentare oltre il 20% del contenzioso totale. E questo nonostante due anni fa il numero complessivo dei ricorsi presentati ai Tar sia stato inferiore a quello del 2014: erano, infatti, stati aperti quasi 60mila fascicoli contro i circa 64mila dell’anno scorso.

Di contro, nel 2014 sono cresciuti i ricorsi sugli stranieri (nel 2013 erano stati poco più di 4mila), mentre invece sono calate, seppure di poco, le cause relative ad autorizzazioni e concessioni, che nel 2014 sono state poco meno di 4mila (6%) e si sono situate al terzo posto: nel 2013 erano state 4mila e avevano pesato sul totale del contenzioso per il 7 per cento.

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