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Per cinque deleghe attuazione veloce

Fonte: Il Sole 24 Ore

Le prime cinque deleghe del ddl Pa potrebbero avere un’attuazione non solamente molto veloce ma anche ben monitorata grazie al supporto che arriverà dal Tavolo tecnico istituito con l’Agenda per la semplificazione (articolo 24 dl 90/2014). Si tratta delle materie regolate nei primi cinque articoli del ddl Madia e che spaziano dalla cittadinanza digitale alla Conferenza dei servizi, dalle nuove regole sul silenzio assenso tra amministrazioni alla tipizzazione dei procedimenti per i quali è richiesta una segnalazione certificata di inizio attività (Scia) oppure un’autorizzazione espressa o ancora una semplice comunicazione, fino alla cosiddetta autotutela, che limiterà il potere delle amministrazioni di far scattare il blocco di autorizzazioni in caso di violazioni di legge entro un limite di 18 mesi.

Sembrano materie astruse ma in realtà ricadono tutte in ambiti regolatori che impattano sull’attività d’impresa oltreché sull’accesso ai servizi da parte dei semplici cittadini. Semplificazioni, insomma, capaci di aggredire costi burocratici che relegano costantemente il nostro paese nella parte basse delle classifiche di competitività compilate dalla Banca mondiale.

Il Tavolo tecnico raduna rappresentanti designati dal Dipartimento Funzione pubblica, dalla Conferenza delle Regioni, dall’Anci e dall’Upi e ad esso partecipano anche esponenti delle associazioni di categoria e del mondo produttivo. Il lavoro di monitoraggio avviato con l’Agenda per le Semplificazioni 2015-2017 è in pieno corso e il ministro Marianna Madia ne ha dato conto in Parlamento qualche giorno fa (presto sarà visibile sul sito www.italiasemplice.gov.it). Quel Tavolo non solo seguirà l’attuazione delle nuove semplificazioni ma grazie al lavoro in atto sull’implementazione di norme recenti e meno recenti (si pensi alla definizione di modelli standard per l’edilizia) ma darà uno scontato supporto all’attuazione dei nuovi decreti delegati (ancora un esempio: la modulistica unica è una prassi amministrativa necessaria per rendere operative strumenti come il Pin unico per l’accesso a tutte le amministrazioni). Si tratta di un esperimento di collaborazione istituzionale multilivello che, se ben coordinata, darà una marcia in più alla riforma in arrivo.

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