Questo articolo è stato letto 0 volte

Patto di stabilità senza cumuli

Fonte: Italia Oggi

No al cumulo di agevolazioni sul Patto di stabilità interno. Il chiarimento arriva dal Mef, secondo cui non è possibile per un ente locale conteggiare nel bonus investimenti previsto dalla legge 147/2013 i pagamenti effettuati grazie agli spazi finanziari ottenuti partecipando ai cosiddetti Patti di solidarietà. Via XX settembre si è pronunciata sul quesito posto da un comune, che in base all’art. 1, comma 535, della l 147 ha ottenuto un bonus pari a 24 mila euro. Secondo quanto chiarito (tardivamente) dal Mef, per usufruire del 100% dell’assegnazione, occorre effettuare pagamenti in conto capitale (competenza più residui) per un importo almeno doppio (nel caso in esame, 48 mila euro). Dopo il correttivo previsto dal dl 133/2014, ogni amministrazione ha tempo fine a fine anno per arrivare a tale soglia; in mancanza il bonus sarà (in tutto o in parte) perso (si veda ItaliaOggi del 13/9/2014). Il Mef aveva già chiarito che l’importo dei pagamenti deve essere calcolato al netto di tutte le esclusioni dal Patto previste per legge (ad esempio, quelle per interventi di ripristino di danni da calamità naturali o quelle relative ai fondi Ue). Ma rimaneva un dubbio: fra i pagamenti validi rientrano anche quelli assistiti effettuati grazie agli spazi concessi con il Patto verticale (ma stesso discorso vale per il Patto orizzontale)? Anche sul punto, la risposta del Ministero è negativa. Per capire meglio, torniamo al caso del comune che ha posto il quesito. Quest’ultimo, oltre ai 24 mila euro statali, ha ricevuto dalla propria regione un altro bonus da 67 mila euro, che per espressa previsione di legge è anch’esso vincolato agli investimenti. Se tale ente anno avrà pagato 48 mila euro, non perderà nulla del bonus statale, ma avrà dilapidato tutto quello regionale. Per usufruire anche di quest’ultimo, dovrà effettuare pagamenti in conto capitale per ulteriori 67 mila euro. In totale, quindi, occorrerà aver emesso mandati per almeno 115 mila euro (48.000+67.000). Con il monitoraggio di fine anno, quindi, vi saranno dei controlli automatici per evitare che gli stessi pagamenti vengano rendicontati più volte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *