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Passera: pochi fondi sullo sviluppo, il lavoro sarà lungo

Fonte: Il Sole 24 Ore

Il decreto sviluppo viaggia verso un’approvazione definitiva in tempi rapidi dopo l’ultimo “incidente” tecnico legato alle coperture di alcune misure. Oggi il governo porrà la questione di fiducia che verrà votata domani o già stasera se l’Idv rinuncerà alle canoniche 24 ore di intervallo previste dal regolamento della Camera. Il provvedimento dovrebbe poi ottenere rapidamente anche il via libera al Senato, la prossima settimana.
Per il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, intervenuto ieri in Aula durante la discussione generale, il provvedimento esce rafforzato. Passera, che in mattinata ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fare il punto anche sul decreto e più in generale sull’agenda per la crescita, ha confermato in Aula la linea del governo che intende affiancare con gradualità misure per lo sviluppo agli interventi necessari per mantenere il rigore dei conti pubblici. In un contesto di risorse pubbliche scarse – sottolinea Passera – non si può pensare a «scorciatoie per la crescita ma bisogna lavorare umilmente e pazientemente su tutte le leve». Il governo, aggiunge, «non metterà a rischio il suo primo impegno, quello di fare dell’Italia un Paese che ha i conti a posto, che è il presupposto di ogni azione di crescita».
Il ministro ha poi ricordato che gli 80 miliardi di euro di cui si era parlato nel corso della conferenza stampa di presentazione del decreto non si riferiscono all’entità delle risorse pubbliche ma all’insieme di interventi, tra misure per le infrastrutture e l’edilizia e nuove modalità di finanziamento alle imprese, che potranno essere messe in moto per l’economia. Il titolare dello Sviluppo economico, sollecitato dalle polemiche del Pd sulla carente comunicazione in merito al rapporto Giavazzi, ha poi mostrato una certa freddezza sulla possibilità di dare subito seguito alle proposte del consulente incaricato da Monti: «La riscrittura degli incentivi non si fa da un giorno all’altro».
Il decreto sviluppo, con relatori Raffaello Vignali (Pdl) e Alberto Fluvi (Pd), riceverà stamattina in commissione i correttivi richiesti dalla Bilancio con un rapido passaggio prima del ritorno in Aula. Il credito di imposta (si veda altro articolo a pagina 41) per l’acquisto di macchinari da parte delle imprese colpite dal terremoto in Emilia e Lombardia viene salvato ma drasticamente tagliato (da 300 milioni a 30 per un triennio) e, per la copertura, comporta la contestuale riduzione di 20 dei 210 milioni originariamente previsti per gli incentivi alle auto elettriche. Cambierà anche la norma sulle concessioni idroelettriche: le Regioni potranno (ma non avranno l’obbligo) riservare il 20% dei canoni alla riduzione dei costi dell’energia.
Il decreto, dopo l’esame delle commissioni, presenta diverse novità. Tra le principali, oltre allo sportello unico per l’edilizia e ai mini-sconti per le perdite sui crediti, c’è l’estensione dell’Iva per cassa alle imprese con un volume di fatturato fino a 2 milioni di euro (rispetto all’attuale tetto di 200mila euro): secondo stime Unioncamere evidenziate dal relatore Vignali l’opzione diventa disponibile per quasi 4,4 milioni di imprese, il 96,9% del totale. Esce ridimensionato invece l’articolo 18 sull’obbligatorietà di pubblicazione via internet delle somme superiori a 1.000 euro erogate a qualsiasi titolo dalla Pa: vengono esclusi dall’ambito di applicazione i concessionari di servizi pubblici e le società partecipate, mentre restano interessate le aziende speciali e le società in house.

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