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Partecipate, senza tagli arrivano le sanzioni

Fonte: Il Sole 24 Ore

Rafforzamento del piano di razionalizzazione delle partecipate. Con tanto di sanzioni: per le amministrazioni inadempienti scatterà la riduzione dei trasferimenti dello Stato. A prevedere questa stretta è un emendamento alla delega Pa, targato Area popolare, che è stato approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera. E non è stato l’unico nell’ambito del restyling del capitolo partecipate avviato dalla commissione. A ricevere il via libera è stato anche un ritocco presentato dal relatore Ernesto Carbone (Pd), con cui si specifica che il processo di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche dovrà essere sviluppato con l’obiettivo di giungere a una «riduzione» delle municipalizzate e delle altre controllate.

La Commissione ha poi “vistato” lo stralcio dalla delega Pa, (previsto da un altro ritocco del relatore) di parte dell’articolo 6 con cui si puntava a rivedere, anche in attuazione della legge Severino, le disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le amministrazioni pubbliche e gli enti sottoposti al controllo statale. Il M5S nei giorni scorsi aveva affermato che si trattava di misure destinate a salvare il neo-governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e ieri ha accolto con favore questa decisione. Ma il ministro della Pa, Marianna Madia, ha tenuto a sottolineare che le norme in questione non c’entrano nulla con il caso De Luca. «Sono strumentalizzazioni sbagliate» ha detto riferendosi alle critiche del M5S il ministro, che ha aggiunto: «tra l’altro, hanno studiato poco perché il caso De Luca casomai riguarderebbe un altro decreto legislativo della Severino». Ma Madia ha anche affermato che proprio per «evitare sbagliate strumentalizzazioni» è stato deciso di stralciare parte dell’articolo 6 della delega Pa.

Il ministro ha poi ribadito che il Governo ridurrà «drasticamente» le partecipate. Come riportato dall’agenzia PublicPolicy, dalla Commissione è arrivato il via libera a un emendamento di Forza Italia che prevede che nelle società partecipate il rafforzamento dei criteri pubblicistici per gli acquisti e il reclutamento del personale dovrà avvenire anche «distinguendo e graduando gli obiettivi in relazione alle attività svolte e alle modalità di affidamento dei servizi, con esclusione di quelli sottoposti a regolazione tariffaria ad opera di un’autorità indipendente». Disco verde pure a una proposta del M5S per prevedere «requisiti di garanzia e onorabilità dei candidati e dei componenti della società» nella futura «definizione del regime di responsabilità degli amministratori delle amministrazioni partecipanti».

Quanto agli altri capitoli della delega, dal relatore Carbone è stato presentato un ritocco che prevede l’esclusione dei Prefetti dal ruolo unico della dirigenza. Madia ha confermato che il correttivo, che di fatto salva la carriera prefettizia, sarà votato la prossima settimana. Sempre da Carbone è arrivato un altro ritocco finalizzato a prevedere i casi e le condizioni in cui è possibile non richiedere l’assenso alle amministrazioni di appartenenza per la mobilità dei dirigenti medici e sanitari. Il cammino della delega alla Camera non sarà comunque molto rapido. Ieri la Conferenza dei capigruppo ha fissato l’approdo in Aula del testo (inizialmente previsto il 22 giugno) per il 13 luglio.

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