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Partecipate e servizi pubblici: un patrimonio che incide sul benessere delle città

Mediante comunicato del 20 giugno 2017 l’ANCI afferma che: “Siamo di fronte ad una trasformazione profonda della nostra società e ad una nuova, importante sfida: dare vita a città sostenibili, vivibili, capaci di sostenere uno sviluppo economico per tutti”. Ad affermarlo è Micaela Fanelli, sindaco di Riccia e coordinatrice della delegazione italiana al Comitato delle Regioni che ieri mattina ha partecipato al convegno “Utili all’Italia” organizzato da Utilitalia per presentare i dati relativi al primo censimento delle migliori pratiche nei servizi pubblici.

Censimento delle migliori pratiche nei servizi pubblici

“La nuova sfida nell’organizzazione dei servizi di pubblica utilità – ha continuato Fanelli – richiede, dunque, un continuo processo di interazione tra tutti i soggetti coinvolti e, in tal senso, il protocollo d’intesa sottoscritto da ANCI e Utilitalia lo scorso marzo ha l’obiettivo di accompagnare l’innovazione urbana anticipando i bisogni delle città di domani con un lavoro di squadra fra Comuni e imprese, che possono e devono lavorare insieme”.
“Le eccellenze emerse in questo primo censimento – ha aggiunto – dimostrano quello che l’ANCI ha sempre sostenuto, ovvero che le società partecipate dai Comuni erogano servizi e soddisfano bisogni. E nessuno meglio dei Comuni sa quali siano i bisogni della propria comunità”.

“La proprietà pubblica sa essere concorrenziale”

Tutto questo, per Fanelli deve essere visto in un’ottica di respiro europeo con una politica di coesione che sostenga gli investimenti e un lavoro comune su regolamenti e fondi per avere delle indicazioni nella fase ascendente. “Serve, inoltre, una programmazione adeguata per la formazione e il trasferimento delle best practices anche verso imprese e aree del Paese ancora in ritardo con interventi di rafforzamento della capacità amministrativa e istituzionale, di modernizzazione della PA come previsto dal Pon governance 2014-2020.
Ciò detto, “Le società partecipate dai Comuni – ha sottolineato il sindaco di Riccia – sanno innovare, migliorare, sono best practices, hanno un patrimonio che incide sul benessere delle città. E questo significa in modo sostanziale che la proprietà pubblica sa essere concorrenziale, sa stare sul mercato”.
Fanelli ha poi ricordato il principio della neutralità della forma giuridica soggettiva, affermato in diverse occasioni della dottrina e dalla giurisprudenza più recenti. “Un principio – ha detto –  che dimostra l’evoluzione del nostro ordinamento poiché afferma che la costituzione di una società deve prescindere dalla sua forma giuridica in quanto ciò che rileva è che il servizio sia erogato in modo efficiente, che soddisfi un particolare bisogno e che sia in grado di stare sul mercato. Pertanto, alle società si applicano le norme del Codice civile e, conseguentemente, la responsabilità degli amministratori”.
In tal senso, Fanelli ha rimarcato come “l’ANCI abbia espresso un generale apprezzamento sul Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica (d.lgs. 175/2016), che ha sostanzialmente affermato la piena dignità e legittimità della proprietà dei Comuni, azionisti di società che erogano servizi. Per questo, ci siamo impegnati con successo a migliorare il testo per renderlo ancora più coerente rispetto a questo principio”.

Le modifiche al Testo Unico Partecipate

In particolare, l’Associazione dei Comuni ha ottenuto:
– la possibilità per le società partecipate dai Comuni che non hanno bilanci in perdita e che producono servizi di interesse economico generale di partecipare alle gare anche fuori dall’ambito territoriale di riferimento; la fissazione al 30 settembre 2017 del termine ultimo per l’approvazione dei piani di razionalizzazione straordinaria;
– la semplificazione della procedura relativa alla costituzione e acquisizione di partecipazioni societarie; la riduzione della soglia minima di fatturato medio triennale (per il triennio 2017-2019 si passa da 1.000.000 a 500.000 euro) da considerare al fine del piano straordinario di razionalizzazione;
– l’introduzione della competenza dell’Assemblea dei Soci e non più del MEF a decidere sul numero dei componenti dei Consigli di Amministrazione, fermo restando il tetto di spesa;
– la decorrenza del divieto –  fino al 30 giugno 2018 – di assunzioni a tempo indeterminato per le società controllate dagli enti locali soltanto dopo la pubblicazione del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che fisserà le modalità operative per la tenuta degli elenchi del personale in eccedenza a seguito delle operazioni di razionalizzazione;
– la fissazione al 31 luglio 2017 del termine per gli adeguamenti statutari delle società controllate e in house alle disposizioni in oggetto”.

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