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Pari opportunità in comune

Nelle elezioni comunali l’elettore potrà altresì esprimere uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome ovvero il nome e il cognome di due candidati compresi nella lista. Ma nel caso di espressione di due preferenze, ciascuna dovrà riguardare, rispettivamente, un candidato di genere maschile ed  un candidato di genere femminile, compresi nella stessa lista. Effetti pesanti in caso di mancato rispetto di questa regola: l’espressione delle preferenze per candidati dello stesso genere comporterà infatti l’annullamento della seconda preferenza. È questa una delle previsioni contenute nel disegno di legge recante Disposizioni in materia di pari opportunità nell’accesso agli organi elettivi ed al lavoro nelle amministrazioni pubbliche, proposto dal Ministro Mara Carfagna, che va oggi all’esame del Consiglio dei Ministri. Diversi i punti all’ordine del giorno di interesse per gli enti locali e le pubbliche amministrazioni. Intanto, anche se se non figura all’ordine del giorno, a quanto si apprende da fonti parlamentari potrebbe essere approvato il decreto-legge che blocca le demolizioni delle case abusive in Campania fino a fine anno. Il premier Silvio Berlusconi aveva promesso il decreto durante la campagna elettorale per Napoli, ma la Lega si era subito opposta. Ora, con la corsa per sindaco di Napoli al ballottaggio, secondo fonti parlamentari del Pdl campano, il decreto potrebbe essere approvato domani. E ci sarà anche la relazione motivata alle Camere sulla mancata intesa in Conferenza unificata sullo schema di decreto legislativo recante sanzioni e premi per regioni, province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge n. 42 del 2009. A condire il tutto il decreto presidenziale recante “Regolamento per la disciplina delle modalità di compimento del periodo di formazione all’estero per neo dirigenti di prima fascia, a norma dell’articolo 28-bis del d.lgs. n. 165 del 2001”. Tornando al d.d.l. sulle pari opportunità, le novità riguardano anche le province. Vi si legge infatti che In ogni gruppo di candidati collegati ad un candidato presidente della provincia, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati con arrotondamento all’unità superiore qualora il numero dei candidati del sesso meno rappresentato da comprendere nella lista contenga una cifra decimale pari o superiore a 50 centesimi. Sul piano degli effetti, la mancata osservanza del limite dei due terzi comporta la non ammissione della lista.

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