Questo articolo è stato letto 0 volte

Pagamenti p.a., soluzione vicina

Fonte: Italia Oggi

Vicino alla soluzione il problema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese che vantano un credito di 100 miliardi complessivi per opere e forniture (30 miliardi per l’industria delle costruzioni). Il ministero di Corrado Passera sta lavorando al decreto ministeriale che sarà pronto fra poche settimane.
Questo il risultato del tavolo tecnico «che sta lavorando alla messa a punto di un nuovo standard di certificazione semplificata con l’obiettivo di velocizzare la certificazione della pubblica amministrazione per la cessione del credito», ha fatto sapere lo staff del ministero. È quanto chiedeva l’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili presieduta da Paolo Buzzetti, per «un cambiamento repentino» perché, ha ricordato Buzzetti, «il rigore non basta e il nostro settore è allo stremo».
Da qui, dunque, si può ripartire verso il futuro che per il presidente dell’Ance passa per «un piano per le città», «un’opportunità di crescita e di sviluppo che non va sprecata», presentato ieri, a Roma, al convegno omonimo organizzato ad hoc dall’Ance, che ha registrato anche gli interventi del ministro dello sviluppo economico e infrastrutture, Corrado Passera, e del viceministro Mit Mario Ciaccia. A supporto, il rapporto Censis-Ance illustrato dal presidente Giuseppe De Rita. I costruttori individuano nella riqualificazione urbana il volano per l’aumento di competitività, crescita e innovazione. Il ministro Passera, che ha dichiarato il «piano per le città essere una super-idea», ha annunciato che prima dell’estate sarà pronta la prima parte di quello che dovrà essere il volano per la ripresa non soltanto del settore dell’edilizia ma dell’economia. E il suo vice, Ciaccia, favorevole alla rottamazione edilizia, ha fatto sapere che a fare da apripista, a breve, sarà il progetto pilota per l’ottimizzazione della gestione di sistema per la riqualificazione urbana, casi di studio che vedranno coinvolte tre città, una per Nord, Centro e Sud. Milano, Roma e Napoli? Buzzetti, soddisfatto perché la politica ha accolto e supporterà l’iniziativa per il piano per le città, ma guardingo perché, dice, al piano serve concretezza, ha sottolineato che un ministero delle aree urbane potrebbe servire, sulla base dei successi delle esperienze estere, in particolare francesi. Inoltre, per una crescita vera occorre «una fiscalità a favore, altrimenti», ha detto, «non si va da nessuna parte». Così come «sarebbe necessario modificare la disciplina Iva delle cessioni e locazioni delle abitazioni», «alleggerire il costo fiscale dell’investimento», ma soprattutto «scongiurare il previsto aumento di 2 punti percentuali delle aliquote Iva del 21% e del 10% nel trimestre ottobre-dicembre 2012». Insomma lo sviluppo sarebbe a portata di mano se soltanto tutti facessero la loro parte. «Per centrare l’obiettivo serve un segnale concreto dal governo, cui chiediamo di mettere in campo strumenti fiscali adeguati e di credere in questo grande piano di rilancio». Per il ministro «mettere soldi in questo settore vuol dire portarsene dietro molti di più, con un miliardo in più di investimenti si potrebbero avere quasi 20 mila occupati in più». Il piano per le città è un cavallo di battaglia dell’Ance che trova ora una sponda nel governo, almeno a parole. E sul fisco Passera ha sostenuto che «deve essere orientato al raggiungimento degli obiettivi». E condivide la richiesta dei costruttori sulla neutralità dell’Iva, perché sugli immobili invenduti costituisce un costo insostenibile per le imprese. «L’Iva», ha detto Passera, «deve essere neutra e non deve diventare un costo». Avverte il ministro che ci sono «10 milioni di edifici che stanno raggiungendo livelli di vetustà» ed è da qui che si deve partire. Soldi? Tracce ce ne sono nei vari interventi fatti finora dal governo. Per l’housing sociale, che vuol dire edilizia sociale, ricorda che sono a disposizione «2 miliardi di euro», a favore di abitazioni a canone moderato o a prezzi di vendita calmierati, assicurati da Cassa depositi e prestiti e fondazioni bancarie. Così come «ci sono circa 550 milioni di euro a disposizione del piano di edilizia scolastica». Per Passera «è passata la parte più critica», ora si può ripartire. Proprio dall’edilizia. Magari puntando sull’efficienza energetica, «uno dei 4 pilastri della strategia energetica nazionale», dice il titolare dei due ministeri coinvolti nello sviluppo del piano per le città proposto dall’Ance. Prossimo appuntamento, a Milano, il 20-21 aprile, con il convegno sul «Riuso, rigenerazione urbana sostenibile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *