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Ok alle misure minime di sicurezza informatica per le pubbliche amministrazioni

di PAOLA MORIGI

Nei giorni scorsi è stata pubblicata una nuova circolare dell’AgID, l’Agenzia per l’Italia digitale, che va a sostituire ed integrare una precedente, emanata nel mese di marzo.
La nuova circolare, la n. 2 del 18 aprile 2017(1), ha per oggetto le misure minime di sicurezza Ict che le pubbliche amministrazioni devono adottare al fine di prevenire possibili attacchi cibernetici, sempre più sofisticati e aggressivi.
Del resto anche  in altri settori si osserva che le “truffe on line” si stanno allargando. Ladri e malviventi si attrezzano con le nuove tecnologie al fine di ottenere in maniera fraudolenta denaro, notizie riservate, accessi a banche dati non pubbliche, ricattando poi le vittime di tali azioni. La necessità di intervenire sui sistemi di sicurezza è pertanto estremamente importante, dal momento che anche nelle pubbliche amministrazioni i dati vengono conservati su supporti informatici che devono essere sicuri e non sempre accessibili a tutti, al fine di non disperdere un patrimonio informativo immenso.

Una nuova circolare: perché

Ma quali sono le esigenze che hanno portato l’AgID, che ha fra le sue finalità quella di dettare indirizzi e linee guida in materia di sicurezza informatica, ad intervenire nel giro di un mese con una nuova circolare che tratta, come la precedente, nei due allegati che la compongono, le misure minime di sicurezza in materia di Ict per le pubbliche amministrazioni ma anche le modalità di implementazione delle stesse?
Se prendiamo visione della prima circolare – che è stata emanata, come si legge nel testo, per una ”anticipazione urgente”  ̶  osserviamo che già in quella si preannunciava la necessità di uscire con un documento ben costruito che contemplasse le diverse azioni da intraprendere e l’ambito di applicazione.

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