Ok alla risoluzione Def: più risorse per gli investimenti pubblici di amministrazioni centrali e locali

È stato approvato ieri lo scostamento sui conti pubblici previsto dal Def, dopo una settimana di audizioni parlamentari relative proprio al Documento di economia e finanza e la sua nota di aggiornamento.
Il Ministero dell’Economia ipotizza nella prossima Manovra 600 milioni per la povertà, per i giovani 338 milioni nel 2018 e 2 miliardi nel 2019. Sia l’ISTAT che Banca d’Italia nelle loro audizioni hanno rappresentato un quadro positivo di crescita e sviluppo per il nostro Paese, ma è fondamentale intervenire sul calo del debito pubblico. La stessa Corte dei conti evidenzia la possibile svolta congiunturale.

Def: audizioni Ministero dell’Economia, Banca d’Italia, ISTAT e Corte dei conti

Sono stati quindi sottolineati in particolare i segnali di miglioramento dell’economia e come la lotta all’evasione sia ancora da rafforzare, visto che l’economia sommersa rappresenta, secondo l’ISTAT, un freno strutturale allo sviluppo del Paese. Pertanto le politiche di contrasto all’evasione assumono una valenza strategica anche per aumentare il potenziale di crescita e la competitività del sistema produttivo.
Sono 97 i miliardi di mancate entrate tributarie e 10,7 i miliardi di mancate entrate contributive. E la perdita di efficienza dovuta al sommerso economico è pari a 5,3 punti percentuali. Pertanto le politiche di contrasto all’evasione assumono una valenza strategica di grande importanza anche per aumentare il potenziale di crescita della nostra economia e la competitività del sistema produttivo.
Anche la Banca d’Italia evidenzia come siano favorevoli le condizioni economiche e dei mercati, ma va sempre garantita l’attuazione delle riforme già messe in cantiere ed approvate. In tal senso la Banca d’Italia evidenzia come “le ultime proiezioni sulla spesa pensionistica” riaffermi l’importanza di garantire la piena attuazione delle riforme.
La stessa Corte dei conti rileva che “ogni arretramento” sul fronte pensioni “esporrebbe il comparto e quindi la finanza pubblica in generale a rischi di sostenibilità”.
Per la Banca d’Italia la politica di bilancio si deve muovere lungo un ‘sentiero stretto’ tra l’esigenza di non soffocare la ripresa congiunturale e “l’imperativo di ridurre il debito”.
Mentre la Corte dei conti evidenzia l’azione negativa della spending review, seppur condizionata dall’ “urgenza impressa dalla crisi”, in quanto ha permesso “il sacrificio di interi comparti” e il declino di investimenti pubblici infrastrutturali. Ciò ha comportato ripercussioni di riduzione della qualità delle stesse prestazioni, dimostrando una certa difficoltà nel garantire l’offerta dei servizi pubblici.

>> QUI DISPONIBILE LA DOCUMENTAZIONE ACQUISITA DALLA COMMISSIONE 5ª COMMISSIONE PERMANENTE (BILANCIO) PRESSO IL SENATO DELLA REPUBBLICA:
– DOSSIER ISTAT;
– ALLEGATO STATISTICO AL DOSSIER ISTAT;
– AUDIZIONE BANCA D’ITALIA
– AUDIZIONE CORTE DEI CONTI.

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