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Ok ai 500 milioni in favore dei Comuni per progetti di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile

Ok ai 500 milioni in favore dei Comuni

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha adottato il provvedimento che contribuisce ad assegnare i contributi stanziati dal Decreto Crescita in favore dei Comuni, per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile.

I contributi per i Comuni

I contributi assegnati ai Comuni ammontano nel complesso a 500 milioni di euro e variano in funzione del numero dei residenti. Si va da un contributo di 50mila euro per i Comuni con popolazione fino a 5mila abitanti a un contributo di 250mila euro per i Comuni che hanno più di 250mila abitanti. Ciascun Comune beneficiario dovrà avviare i progetti entro il 31 ottobre 2019, pena la decadenza del contributo.
I contributi sono destinati a opere di efficientamento energetico, quali interventi di illuminazione pubblica, di risparmio energetico degli edifici pubblici, di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, e di sviluppo territoriale sostenibile, quali interventi per la mobilità sostenibile, l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, l’abbattimento delle barriere architettoniche Le disposizioni operative e le modalità di controllo per l’attuazione della misura saranno disciplinate con successivi provvedimenti ministeriali.
Sempre nella giornata di ieri la Lega ha rilanciato i contributi per le piccole opere dei sindaci con un emendamento che stabilizza, con 200 milioni strutturali all’anno, l’esperimento avviato con i 400 milioni una tantum dell’ultima manovra.

Gli altri elementi del capitolo Enti locali

Con riferimento agli elementi collaterali, ma non meno rilevanti, del capitolo Enti locali del Decreto Crescita, la battaglia all’interno del Governo si concentra sul Salva-Roma, che però vedrà la fase decisiva solo nei giorni del voto in commissione, subito dopo le europee del 26 maggio.
Più lineare, invece, si configura la strada per altri due correttivi. Il primo rinvia ex post al rendiconto 2020 l’obbligo per i piccoli Enti di avviare la contabilità economico-patrimoniale; il secondo evita il dissesto di Reggio Calabria e di un’altra trentina di Comuni permettendo ai loro pre-dissesti di agganciare la scadenza ventennale per il ripiano già prevista dalla manovra 2018 per i nuovi piani di riequilibrio.

> CONSULTA IL TESTO DEL DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO.

> CONSULTA L’ELENCO DEI COMUNI BENEFICIARI.

 

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