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Oggi ultimo giorno per il saldo, per ravvedersi meglio aspettare

Fonte: Il Sole 24 Ore

Oggi scadono i termini per pagare il saldo Imu/Tasi, e si apre la fase del ravvedimento, finalizzata a regolarizzare eventuali errori e omissioni del contribuente. A questo riguardo, va ricordato che se il ravvedimento si effettua entro fine anno non è possibile applicare le disposizioni più favorevoli in materia di sanzioni, in arrivo dall’anno prossimo. Il Dlgs 158/2015 ha infatti rivisto al ribasso diverse misure punitive che entreranno in vigore, in base alla manovra, dal 1° gennaio prossimo. In virtù del principio del favor rei tuttavia (articolo 3 del Dlgs 472/1997) le nuove sanzioni, se recepite in ravvedimenti perfezionati dall’anno prossimo, si applicheranno anche per le violazioni commesse nel 2015. È dunque conveniente attendere i primi giorni di gennaio 2016 per regolarizzare il saldo 2015. Tanto più che diminuiranno anche gli interessi legali. Alla luce della riforma, in particolare, per i pagamenti eseguiti con ritardo non superiore a 14 giorni dalla scadenza, la sanzione base diventa l’1% per ciascun giorno di ritardo, dimezzata quindi rispetto all’attuale 2%.
Dal 15esimo al 90esimo giorno di ritardo, la sanzione viene ugualmente dimezzata, dall’attuale 30% al 15%. Dal 91esimo giorno in poi è confermata la vigente sanzione del 30 per cento.
Le nuove misure base delle sanzioni per l’omesso o ritardato pagamento incidono di conseguenza sulla sanzione ridotta da pagare in sede di ravvedimento. A questo riguardo, va innanzitutto segnalato che le modifiche rilevanti apportate all’articolo 13 del Dlgs 472/1997 dalla legge di stabilità 2015, hanno effetto solo per i tributi erariali. Fa eccezione la nuova fattispecie contemplata nella lettera a-bis) dell’articolo 13. Alla luce quindi del testo riformulato della disciplina del ravvedimento, la tempistica applicabile ai tributi locali può essere così sintetizzata.
La prima opportunità scade entro 30 giorni dal termine, dunque entro il 15 gennaio 2016. In questo caso, la sanzione ridotta è pari a un decimo del minimo di legge. Poi si profila una sorta di ravvedimento intermedio che scade il 15 marzo 2016 (90 giorni dalla scadenza). La sanzione qui diventa un nono del minimo. Dopo questa scadenza, nei tributi locali resta sempre il ravvedimento lungo, legato alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno di commissione della violazione. Questo significa che errori e omissioni consumati in sede di saldo 2015 potranno essere regolarizzati, al più tardi, entro il 30 giugno 2016, con il pagamento della sanzione ridotta di un ottavo del minimo.
Se dunque ci si ravvede entro il 31 dicembre, si ricade nella prima ipotesi di ravvedimento (30 giorni) e la sanzione ridotta è pari allo 0,2% per ciascun giorno di ritardo (vecchia misura). In pratica, ipotizzando un versamento correttivo eseguito a fine anno, l’importo della maggiorazione sarà del 3% (0,2% per 15 giorni).
Dal 1° gennaio sino al 15 gennaio 2016, la sanzione ridotta diventa dell’1,5% (un decimo della nuova sanzione base del 15%). Ne consegue che non conviene effettuare il ravvedimento breve entro fine anno, a meno che non si regolarizzi l’omissione entro il 23 dicembre, con il versamento dell’1,4 per cento. Dal 16 gennaio sino al 15 marzo la regolarizzazione avviene con la misura attenuata dell’1,67%, avvalendosi della nuova fattispecie del ravvedimento nei 90 giorni. Dopo quella data, si resta con la sanzione del 3,75 per cento.

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