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Obblighi di lavoro più semplici

Fonte: Italia Oggi

Internet semplifica il lavoro. Libri e registri, infatti, saranno tenuti in modalità telematica e le comunicazioni trasmesse via web. A stabilirlo è il dlgs approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri di ieri in attuazione del Jobs Act (legge n. 183/2014). Accanto alle semplificazioni, però, ci sarà l’inasprimento delle sanzioni, tra cui quelle sul lavoro nero che sono individuate per fasce di giorni d’impiego irregolare.

La riforma. Le novità sono diverse e organizzate in due titoli principali: il primo sulla razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti, nonché sulla revisione delle sanzioni; il secondo con le norme in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità (le principali novità sono in tabella).

Modifiche al T.u. sicurezza. Tra le novità della riforma alcune toccano il dlgs n. 81/2008 (T.u. sicurezza). Tra queste, la possibilità di svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, di prevenzione incendi e di evacuazione anche nelle imprese che superano le cinque unita; viene abrogata la trasmissione all’autorità di pubblica sicurezza per gli infortuni mortali o con prognosi superiore a 30 giorni, in quanto intesa assolta con la denuncia di infortunio presentata all’Inail; è altresì abrogato l’obbligo di tenuta del registro infortuni e, dopo 60 anni (fu introdotto dal dpr n. 547/1955), va definitivamente in soffitta a decorrere dal 90esimo giorno successivo all’entrata in vigore della riforma.

Revisione del regime delle sanzioni. Le modifiche più rilevanti riguardano il lavoro nero. La maxi-sanzione viene rimodulata per giorni d’impiego irregolare per ciascun lavoratore nei seguenti importi

  • fino a 30 giorni da 1.500 a 9.000 euro;
  • fa 31 a 60 giorni da 3.000 a 18.000 euro;
  • oltre i 60 giorni da 6.000 a 36.000 euro.

Vengono inoltre inasprite le sanzioni nei casi di omessa o infedele registrazione sul Lul, con un importo compreso tra 500 e 3.000 euro se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori o per un periodo superiore a sei mesi. Se la violazione riguarda più di dieci dipendenti o si e verificata per oltre 12 mesi, l’importo è raddoppiato (tra 1.000 e 6.000 euro).

Il dono di ferie e riposi. Viene previsto, ancora, che un lavoratore possa cedere a titolo gratuito i propri riposi e ferie maturati a un suo collega, anch’egli lavoratore dipendente (ovviamente dello stesso datore di lavoro) impiegato in mansioni di pari livello e categoria. Lo scambio, che riguarda sia i riposi, giornalieri e settimanali, sia le ferie (per quest’ultime è da presumere che si tratti soltanto della quota spettante oltre il minimo legale di quattro settimane annue) è possibile in un’unica ipotesi: consentire al collega che ne fruirà di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti. La misura dei riposi e permessi cedibili, le condizioni e le modalità operative della cessione verranno fissate con apposita disciplina dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Alt alle dimissioni in bianco. Infine c’è il ritorno della procedura delle dimissioni online. Il lavoratore che intenda lasciare il posto di lavoro dovrà utilizzare i moduli messi a disposizione sul sito internet dal ministero del lavoro e inviarli alla dtl e al datore di lavoro. La nuova procedura si applicherà anche alle risoluzioni consensuali, mentre non riguarderà co.co.co., co.co.pro. e associati in partecipazione (ora soggetti alla cosiddetta procedura assistita). Sanzione da 5 mila a 30 mila per il datore di lavoro che alteri il modulo.

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