Questo articolo è stato letto 2 volte

Nuovo giro di vite sulla deducibilità delle auto aziendali

Fonte: Il Sole 24 Ore

Una nuova stretta fiscale su auto aziendali, banche e assicurazioni. Una mini-riduzione dell’Irpef a discapito però dell’annunciato stop all’aumento Iva, non più totale ma parziale: un punto percentuale invece di due. Accompagnata dalla rimodulazione di aliquote e detrazioni Irpef. Un taglio sulle autonomie per 2,2 miliardi ma anche un alleggerimento del nuovo giro di vite sulla sanità che nel 2013 da 1,5 miliardi scende a 600 milioni. Il rifinanziamento della detassazione dei salari di produttività non più accompagnato dall’attuazione della direttiva sui ritardati pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, che viene demandata a un prossimo decreto legislativo. La legge di stabilità per il 2013 da 12-13 miliardi uscita dal lungo Consiglio dei ministri notturno perde alcuni pezzi rispetto alle versione d’ingresso ma contiene anche qualche sorpresa.
E altre novità sono destinate ad arrivare nell’opera di affinamento del testo e delle tabelle alla quale stanno lavorando i tecnici del Governo. Prime fra tutte l’accorpamento degli enti di ricerca e il prolungamento dell’orario di lavoro degli insegnanti.
La decisione di far scendere l’aliquota sul primo scaglione Irpef dal 23% al 22% e quella sul secondo scaglione dal 27% al 26% dovrebbe contribuire a far salire la legge di stabilità a 12-13 miliardi (si veda articolo a pag. 5). Quattro le leve azionate per la copertura: “fase 2” della spending review (3,5-4 miliardi), imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin tax), riordino delle agevolazioni fiscali e interventi fiscali su banche e assicurazioni.
La fase 2 della spending review è agganciata alla prosecuzione del piano Bondi che con il primo ciclo di revisione della spesa ha già garantito risparmi per 4,4 miliardi nel 2012, 10,3 nel 2013 e 11,2 nel 2014 su 60 miliardi di uscite censite. Per la nuova spending sono stati esaminati altri 50 miliardi di spesa. Sul fronte del pubblico impiego vengono bloccati i contratti nel 2014 e congelata l’indennità di vacanza contrattuale. Scatta poi la stretta sui permessi per i disabili e la cura di parenti con handicap e su consulenze informatiche, acquisto in leasing di auto nella Pa e immobili pubblici. Tagli anche ai patronati. Nasce un fondo ad hoc per gli esodati (circa 100 milioni). Vengono rifinanziate le voci “indifferibili” (da Anas e Fs alla Tav). E torna sotto la gestione di Equitalia la riscossione delle multe per lo sforamento delle quote latte.
Un miliardo dovrebbe arrivare dall’introduzione della Tobin tax, con l’applicazione di un prelievo dello 0,05% sulle compravendite, anche se avvengono al di fuori dello Stato, di azioni e strumenti finanziari partecipativi. La norma proposta dal ministro Vittorio Grilli prevede che l’imposta di bollo dello 0,05% sia dovuta su tutte le operazioni su strumenti finanziari derivati a eccezione di quelli che hanno a oggetto titoli di Stato di Paesi Ue.
Sulle auto aziendali arriva un giro di vite sulla deducibilità da parte delle imprese dei costi sostenuti: la percentuale scenderebbe dal 27% al 20. Altre risorse arriveranno da una stretta su banche e assicurazioni. Per queste ultime viene aumentato l’acconto sulle riserve tecniche: per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 l’acconto da versare nel corso del 2013 sarà pari allo 0,50%. Con la rimodulazione delle agevolazioni fiscali (si veda il dettaglio alle pagine 8 e 9) viene prevista l’introduzione di una franchigia di 250 euro per alcuni oneri deducibili (tra cui assegni al coniuge e le erogazioni liberali alla ricerca). Mentre per le detrazioni del 19% (interessi sui mutui, spese veterinarie, funebri ecc.) gli oneri sono detraibili dall’imposta lorda, e non dalle spese sostenute, per un ammontare non superiore a 3.000 euro, spese sanitarie escluse.

TASSE

Iva ridotta a metà
Arriva il calo Irpef
È forse la novità principale contenuta nella legge di stabilità, anche perché inattesa: scende l’aliquota Irpef (l’imposta sulle persone fisiche) sul primo (dal 23 al 22%) e sul secondo scaglione (dal 27 al 26%). Il costo per la riduzione della prima aliquota, che si applica su tutti i redditi a partire dall’anno prossimo, è di 4 miliardi, quello del secondo scaglione ne vale un altro. Sotto i 7.500 euro, che è la soglia di no tax area, non accade nulla. Tutelati anche i redditi fino a 15mila euro che non verranno toccati nemmeno nelle detrazioni e nelle deduzioni. Sopra questa soglia, invece, si riduce l’aliquota Irpef ma scattano i tagli alle agevolazioni fiscali: arriva un tetto di 3mila euro alle detrazioni e per molte deduzioni (ma non su quelle per la sanità) viene introdotta una omogeneizzazione, con una franchigia di 250 euro. Le pensioni di guerra e di invalidità, invece, saranno assoggettate all’Irpef, ma non sotto i 15mila euro. I mancati incassi dovuti all’abbassamento dell’Irpef hanno come conseguenza una riduzione meno pesante dell’Iva (l’imposta sul valore aggiunto). Non viene infatti cancellato del tutto il previsto aumento di due punti, introdotto a metà: l’Iva salirà così dal 10 all’11% e dal 21 al 22% a partire da giugno 2013.

PRODUTTIVITÀ

Sconto fiscale per i contratti
Attesa sia da imprenditori che dai rappresentati dei lavoratori, arriva la detassazione dei «contratti di produttività», con l’obiettivo di contribuire a rilanciare la competitività del sistema Italia. Il governo mette sul piatto 1,2 miliardi nel 2013 e 400 milioni nel 2014. «Per la proroga nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013 di misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro» si prevede l’introduzione di una «speciale agevolazione», da definire con un decreto attuativo da emanare entro il 15 gennaio 2013. Se questa scadenza non sarà rispettata, le risorse verranno «utilizzate per finanziare misure finalizzate alla riduzione del cuneo fiscale e contributivo» da individuare con altro decreto. «Abbiamo dunque messo da parte risorse, anche molto importanti – ha spiegato ieri il ministro del Lavoro Elsa Fornero – ora dobbiamo discutere molto concretamente delle modalità di utilizzo di queste risorse, perché devono essere veramente indirizzate all’aumento della produttività, che deve essere misurato in maniera seria e credibile cioè sono risorse che non possono essere date solo per delle vaghe».

SANITÀ

Nel 2013 stretta da 600 milioni
S i attesterà a quota 600 milioni nel 2013 (rispetto agli 1,5 miliardi previsti in una prima bozza) il taglio al fabbisogno sanitario nazionale, ossia alla spesa di asl e ospedali. Una sforbiciata che sarà di 1 miliardo nel 2014. Anche se alleggerita rispetto alla versione iniziale, la nuova manovra riduce comunque ancora i trasferimenti al servizio sanitario nazionale, continuando a toccare la componente beni e servizi dei bilanci sanitari. Dal 1° gennaio 2013 scatta il taglio del 10% (rispetto al 5% attuale) dei contratti di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi; prevista una sforbiciata ai prezzi di riferimento per beni e servizi non sanitari (dalle lavanderie alle mense alla cancelleria); la riduzione dal 4,9 al 4,5% (non più il 4%) del tetto di spesa per l’acquisto dei biomedicali. Tetto che a sua volta, nel 2014, potrebbe però scendere ancora, al 4 o anche al 3,9 per cento. Confermato poi, nel testo del Ddl del Governo, anche il blocco per un altro anno, dunque per tutto il 2014, dei pignoramenti da parte dei creditori nelle Regioni sotto schiaffo perché sottoposte a piano di rientro dal debito sanitario.

SCUOLA

Docenti al lavoro 24 ore a settimana
A partire dal prossimo anno scolastico i docenti delle scuole medie e superiori dovrebbero lavorare 6 ore a settimana in più (24 ore rispetto alle 18 attuali), in cambio di due settimane di ferie ulteriori. Con un allineamento con i docenti delle elementari (22 ore attuali di lezione + 2 di programmazione dei moduli). Dalla norma che al Miur stanno ancora mettendo a punto dovrebbero derivare risparmi per circa 180 milioni di euro. Una parte dei quali dovrebbe confluire nel fondo di funzionamento della scuola e quindi ritornare agli istituti. Di fatto, l’aumento di orario per i docenti in questione servirà ad assicurare la copertura quasi integrale del sacrificio imposto all’Istruzione dal decreto 95 sulla spending review. E pari a 182,9 milioni di euro nel 2013, 172,7 nel 2014 e 225,5 nel 2015. Oltre all’impatto sui docenti che già lavorano resta da capire l’effetto che la stretta avrà sui precari. Le sei ore in più dovrebbero essere impiegate nello svolgimento delle supplenze brevi all’interno dello stesso istituto. Bloccando di fatto la nomina di supplenti esterni. In riferimento a queste misure si parla di una possibile sforbiciata di 6.300-6.400 posti di lavoro tra gli insegnanti.

RICERCA

Accorpati 12 enti nel nuovo Cnr
D opo il tentativo fallito nella spending review il Governo rilancia la strada dell’accorpamento degli enti di ricerca per fare risparmi. Allora una levata di scudi evitò la fusione suggerita dall’Economia, ma non la sforbiciata ai bilanci (poi in parte rientrata). Ora è lo stesso Miur a portare avanti il piano che il ministro Francesco Profumo ha illustrato martedì notte durante la riunione di Palazzo Chigi sulla legge di stabilità. Le norme sono contenute in un capitolo ad hoc (“Razionalizzazione del sistema della ricerca”) che dovrebbe entrare nel testo finale della legge di stabilità e che al primo punto prevede la nascita del Centro nazionale delle ricerche. Dietro l’acronimo Cnr non ci sarà più solo l’attuale Consiglio nazionale delle ricerche, ma un super ente scientifico che accorperà tutti e 12 gli istituti che oggi sono vigilati dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca: dall’Istituto di fisica nucleare all’Agenzia spaziale fino agli istituti di astrofisica e di geofisica e vulcanologia. A questo maxi-centro di ricerca si affiancheranno due nuove Agenzie per il trasferimento tecnologico e il finanziamento alla ricerca. Da registrare, infine, la riduzione dello sconto fiscale per le erogazioni liberali alla ricerca e alle università.

ENTI LOCALI

Tagli da 2,2 mld alle autonomie
In arrivo un inasprimento dei tagli previsti dalla spending review di luglio. Per il 2013 il contributo chiesto a Regioni, Province e Comuni è destinato a salire di 2,2 miliardi. E lo stesso accadrà nel 2014 e nel 2015. A pagare il conto più salato, saranno le Regioni. Fermi restando i 700 milioni di “sacrifici” in programma per quest’anno, i territori a statuto ordinario vedranno salire da 1 a 2 miliardi l’obiettivo del patto di stabilità per il biennio 2013-2014 e da 1,05 a 2,05 quello per il 2015. A loro volta le Regioni a statuto speciale vedranno crescere di 500 milioni le riduzioni imposte anno per anno dal Dl 95 sulla spending review.
Nel considerare immutata la stretta da 500 milioni per il 2012, i Comuni vedono salire da 2 a 2,5 miliardi i tagli in agenda per il 2013 e il 2014 e da 2,1 a 2,6 quelli in programma per il 2015. Stesso discorso per le Province che vedono aumentare
la sforbiciata da 1 a 1,2 miliardi per il 2013
e il 2014. E da 1,05 a 1,25 miliardi per il 2015. Comuni e Province sono interessati anche da un’altra norma. Quella che prolunga al 2013 e al 2014 le regole di funzionamento del fondo sperimentale di riequilibrio del federalismo.

ESODATI

Per i salvaguardati fondo da 100 milioni
Nella legge di stabilità è prevista una sorta di «fondo esodati», con una dote iniziale di 100 milioni prelevati dal cosiddetto Fondo Letta, istituito nel 2009 con diverse missioni di spesa. Gli esodati sono quei lavoratori che hanno ottenuto lo scivolo per la pensione sulla base di accordi aziendali, ma che con le nuove regole della legge Fornero, che ha allungato i termini per il pensionamento, rischiano di restare senza alcun ammortizzatore sociale fino al raggiungimento dei nuovi limiti. Il governo, con due precedenti provvedimenti, aveva già salvaguardato una platea di 120mila esodati. Il nuovo fondo individuato con la legge di stabilità, tra l’altro, consentirebbe di utilizzare in via diretta le eventuali risorse stanziate con i due decreti per i 120mila salvaguardati se si determinassero dei sottoutilizzi anno dopo anno e con questi fondi garantire la tutela agli esclusi. Insomma, con il monitoraggio dei nuovi casi da tutelare che si presentassero tra il 2013 e il 2014 – l’Esecutivo sta studiano i numeri –, e con una dote finanziaria sopportabile, si potrebbe garantire una gestione dinamica della situazione con l’obiettivo di non lasciare nessuno scoperto.

STATALI

Blocco confermato per i contratti
Sul fronte del pubblico impiego, la legge di stabilità conferma il blocco per un altro anno del rinnovo dei contratti. Uno stop partito nel 2011 con il decreto 78/2010, dato che la cancellazione della vacanza contrattuale era già stata adottata dal vecchio Governo. Come ha precisato ieri il ministro Filippo Patroni Griffi, rispondendo alle critiche di alcuni sindacati, per ripristinare la vacanza contrattuale sarebbe stato necessario un nuovo intervento legislativo con tanto di risorse aggiuntive e copertura finanziaria.
Ma la stretta sul pubblico impiego non si limita solo ai contratti. La scure cade anche sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap: la retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della Pa o per l’assistenza ai figli o al coniuge. Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili. Si interviene anche sui patronati, con un taglio di 30 milioni di euro nel 2014 e di altri 30 milioni nel 2015.

PA

Stretta su acquisti auto e immobili
G iro di vite su consulenze informatiche, auto e spese per immobili. E operazione “cieli bui” per ridurre i consumi energetici notturni delle strutture pubbliche. Il cosiddetto pacchetto pubblica amministrazione dovrebbe garantire almeno 600 milioni di risparmi. Lo stop all’acquisto di auto e leasing vale fino a fine 2014. A partire dal 2014 inoltre gli enti territoriali e quelli del servizio sanitario nazionale non potranno più acquistare immobili senza documentarne «l’indispensabilità e indilazionabilità». Lo stesso principio vale per le Autorità indipendenti e la Consob ai quali è fatto divieto anche di stipulare contratti di locazione passiva, salvo rinnovi. Per mobili e arredi le spese non possono superare il 20% di quanto speso nel 2011, pena la responsabilità amministrativa e disciplinare dei dirigenti. Parte poi l’operazione soprannominata “cieli bui”, con l’attenuazione dell’illuminazione pubblica notturna per contenere la spesa pubblica e risparmiare risorse energetiche. I Comuni italiani spenderebbero ogni anno oltre un miliardo di euro per l’illuminazione pubblica, ma circa la metà di questa somma potrebbe essere risparmiata adottando specifiche cautele o dotando i lampioni di tecnologia led, ovvero di lampade a basso consumo.

INFRASTRUTTURE

Risorse per Tav Mose, Anas e Fs
I l Governo rinuncia al Ponte sullo Stretto. Nella versione finale del Ddl stabilità – contrariamente alla bozza “di ingresso” a Palazzo Chigi – non c’è però la norma che stanziava la somma di 300 milioni di euro per rescindere il contratto. Il Governo, però, è intenzionato a interrompere il percorso e il vice ministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, ha spiegato che il tema sarà trattato al prossimo Cdm e che comunque si lavora a ridurre l’esborso da versare al contraente generale. L’Esecutivo va avanti invece con la realizzazione della tratta ad Alta velocità ferroviaria della Torino-Lione e autorizza una spesa complessiva di 790 milioni nel prossimo triennio (160 milioni per il 2013, 100 milioni per il 2014 e 530 milioni per il 2015). Mentre per la prosecuzione del Mose, il sistema di dighe mobili per arginare il fenomeno dell’acqua alta a Venezia, è prevista una spesa di oltre 1,2 miliardi (50 milioni per il 2013 e 400 milioni per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016). Ci sono poi i fondi per i contratti di programma Anas e Ferrovie, 300 milioni ciascuno per la manutenzione. E per Rfi (Ferrovie dello Stato) arrivano 500 milioni per la prosecuzione delle opere in corso.

GIUSTIZIA

Intercettazioni, arriva la tariffa flat
Con l’obiettivo di calmierare i costi delle intercettazioni, la legge di stabilità introduce il canone a forfait per i gestori telefonici. La bozza del provvedimento dispone che il ministro della Giustizia determini «le prestazioni, le modalità e i tempi di effettuazione delle stesse e gli obblighi specifici degli operatori». Inoltre, verrà rideterminato il «ristoro dei costi sostenuti e le modalità di pagamento in forma di canone annuo forfettario, in considerazione del numero e della tipologia delle prestazioni effettuate nell’anno precedente».
Sempre in tema di giustizia, la legge di stabilità interviene sul testo unico delle spese di giustizia stabilendo una sorta di sanzione contro i ricorsi inammissibili. «Quando l’impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente, è dichiarata inammissibile o improcedibile – si legge nella norma – la parte che l’ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione». Ma la stretta non riguarda solo i comportamenti poco ortodossi. A pagare dazio con aumenti sostanziosi sarà anche il contributo unificato, in particolare per l’accesso alla giustizia amministrativa.

DETRAZIONI

Auto aziendali, cala la deducibilità
Nella legge di stabilità entra anche la possibilità di effettuare erogazioni liberali al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e usufruire di uno sconto fiscale pari al 19% dell’erogazione. Il Fondo è stato istituito nel 1993 con lo scopo di rimborsare o ritirare titoli di Stato dal mercato per favorire la riduzione dello stock del debito. Il meccanismo previsto dalla legge di stabilità è simile a quello delle donazioni ai partiti e movimenti politici, con l’obiettivo di incentivare l’abbattimento del debito pubblico.
Sulle auto aziendali arriva un giro di vite sulla deducibilità, da parte delle imprese, dei costi sostenuti: la percentuale scenderebbe dal 27 al 20%. Già la riforma del Lavoro targata Fornero aveva previsto dal 2013 un abbassamento della deducibilità dei costi delle auto aziendali. Sul fronte banche e assicurazioni, infine, nel 2013 sale dallo 0,35 a 0,50% (0,45% nel 2014)l’acconto sulle riserve tecniche delle assicurazioni. Posticipate di 5 anni le deduzioni riconosciute alle banche per il maggior valore riconosciuto al riallineamento per l’imposta sostitutiva.

Le riforme del Governo Monti
Il salva-Italia è stato il primo provvedimento del Governo Monti, quello che ha traghettato il Paese fuori
dalla turbolenze economico-finanziarie e ha riformato il sitema pensionistico su base contributiva per tutti. Hanno già visto la luce le modalità per il versamento della tassa sul lusso, le regole sull’aiuto alla crescita, il fondo di garanzia a favore delle Pmi. Deve ancora diventare operativa la super-anagrafe dei conti correnti. Mancano all’appello anche i provvedimente su Isee e nuova agenzia Ice

1 SALVA-ITALIA
Dl 201/2011 convertito dalla legge 214/2011
Entrata in vigore del Dl 201/2011: 6 dicembre 2011
Entrata in vigore della legge 214/2011: 28 dicembre 2011

2 CRESCI-ITALIA
Dl 1/2012 convertito dalla legge 27/2012
Entrata in vigore del Dl 1/2012: 24 gennaio 2012
Entrata in vigore della legge 27/2012: 25 marzo 2012

Il decreto cresci-Italia ha introdotto una serie di misure che puntano all’apertura dei mercati e a una maggiore concorrenza. Tra queste, l’aumento delle licenze per i taxi (con il previo via libera dei Comuni), l’apertura di 5mila nuove farmacie, la separazione di Snam da Eni, l’abolizione delle tariffe minime per i professionisti e l’istituzione dei tribunali per le imprese. Tra i provvedimenti attesi il decreto che definisce i criteri per attivare i bond per investimenti da parte
degli enti locali

3 SEMPLIFICAZIONE
Dl 5/2012 convertito dalla legge 35/2012
Entrata in vigore del Dl 5/2012: 10 febbraio 2012
Entrata in vigore della legge 35/2012: 7 aprile 2012

Più difficile scordarsi di rinnovare i documenti: scadranno il giorno del proprio compleanno.
Questa è solo una delle norme che semplificano i rapporti con la burocrazia dei cittadini. Sul fronte imprese, è stato messo a punto, e deve ora completare l’iter di approvazione, il regolamento sull’autorizzazione unica ambientale, che sostituisce tutta una serie di documenti a carico delle piccole aziende.
Si attendono poi le linee guida per la semplificazione dei controlli sulle imprese Nato come provvedimento di manutenzione delle norme fiscali il Dl è uscito dal Parlamento arricchito di novità sostanziali, dal pagamento Imu sulla prima casa anche in tre rate, all’annullamento del “beauty contest”.
Inoltre sono stati potenziati gli accertamenti doganali e cambiati i limiti sulla tracciabilità dei contanti. Mentre per il leasing è stata eliminata la durata minima dei contratti. Manca il provvedimento sulla deduzione Irap sul costo del lavoro (norma introdotta dal salva-Italia e integrata dal Dl 16/2012)

4 SEMPLIFICAZIONE FISCALE
Dl 16/2012 convertito dalla legge 44/2012
Entrata in vigore del Dl 16/2012: 2 marzo 2012
Entrata in vigore della legge 44/2012: 29 aprile 2012

5 LAVORO
Legge 92/2012
Entrata in vigore: 18 luglio 2012

La riforma del mercato del lavoro è una delle norme più importanti approvate dal Governo Monti. A cominciare dal tema sensibile dei licenziamenti, con l’introduzione di limiti all’obbligo di reintegro. L’obbligo di reintegro in caso
di provvedimento illegittimo resta per i licenziamenti discriminatori. In quelli disciplinari, invece, il reinserimento può essere scelto dal giudice solo in base alle tipizzazioni previste dai contatti collettivi. Nei licenziamenti economici è stabilito solo in caso di manifesta insussistenza

6 SPENDING REVIEW
Dl 52/2012 conv. dalla legge 94/2012;
Dl 95/2012 conv. dalla legge 135/2012
Entrata in vigore:
Dl 52: 9 maggio 2012; legge 94: 7 luglio 2012;
Dl 95: 7 luglio 2012; legge 135: 15 agosto 2012

I risparmi da attuare con
la revisione della spesa pubblica partono dal vincolo per le amministrazioni di ricorrere agli acquisti centralizzati (metodo Consip).
C’è poi l’obbligo per le farmacie convenzionate di aumentare lo sconto a vantaggio del sistema sanitario nazionale.
La legge prevede poi una riduzione delle piante organiche delle pubbliche amministrazioni (-20% per i dirigenti; -10% per il personale ordinario), ma per l’attuazione sono in corso di definizione i decreti attuativi
Il decreto sviluppo riforma gli incentivi alle imprese (con la nascita del Fondo unico per la crescita) e punta a sostenere infrastrutture e l’edilizia. Prevista la proroga al 30 giugno 2013 del bonus fiscale sulle ristrutturazioni edilizie (che sale dal 36 al 50%) e di quello sull’efficienza energetica (confermato al 55%). Rafforzato lo sportello unico per l’edilizia. Arrivano i project bond per finanziare le opere pubbliche e il piano per le città. Tra le misure mancanti quella che regolamenta il Fondo unico per la crescita

7 SVILUPPO
Dl 83/2012 convertito dalla legge 134/2012
Entrata in vigore del Dl 83/2012: 26 giugno 2012
Entrata in vigore della legge 134/2012: 12 agosto 2012

Approvato dal Consiglio dei ministri giovedì scorso il decreto sviluppo bis contiene un corposo capitolo sull’agenda digitale (in arrivo tra l’altro il documento unificato carta d’identità elettronica-tessera sanitaria) agevolazioni per le start up innovative, il credito di imposta per le nuove infrastrutture, il Desk per l’attrazione degli investimenti esteri, la patrimonializzazione dei Confidi, il finanziamento delle zone franche al Sud con fondi comunitari, il rafforzamento della liberalizzazione dei servizi pubblici locali

8 SVILUPPO BIS
Decreto legge non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *