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Nucleare, i Comuni reclamano gli aiuti

Fonte: Il Sole 24 Ore

I Comuni nucleari vanno dagli avvocati per avere il risarcimento atomico previsto per legge e che lo Stato non dà loro. Sono sei Comuni, sei sindaci. Imbufaliti da mesi, da anni. Gli italiani pagano attraverso le bollette i contributi a chi subisce l’eredità nucleare, ma i soldi si fermano prima. Fabio Callori, sindaco di centrodestra di Caorso (Piacenza), dove c’è la centrale nucleare che fu dell’Enel e che oggi è in dismissione con la Sogin, protesta: «Sei municìpi della consulta Anci dei comuni nucleari (Caorso, Saluggia, Trino Vercellese, Rotondella, Ispra e Piacenza) hanno avviato un’azione legale nei confronti del Governo a tutela degli interessi dei Comuni e dei cittadini per chiedere che vengano ripristinate le somme che ci spettano dal 2005». Callori è presidente della consulta. Ieri mattina si sono incontrati all’Anci, l’associazione dei comuni, per preparare le carte con l’avvocato. Assenti dal ricorso Latina e Sessa Aurunca (centrali di Borgo Sabotino e Garigliano), che sono commissariati e avranno l’elezione domenica, Roma che procede con un ricorso tramite la sua avvocatura, e Bosco Marengo (Alessandria) il cui sindaco è rimasto a casa per motivi di salute. Alla consulta si è aggregato come Comune confinante il sindaco di Piacenza, che non ha impianti nucleari. «Nel 2005 la Finanziaria ci tagliò del 70% i contributi pagati dai consumatori elettrici: i soldi raccolti dalle bollette e destinati a uno scopo ben preciso sono stati incamerati illegalmente dalla fiscalità generale». Resta però il 30% non incamerato dal fisco. «Macché. Dobbiamo inseguire l’erogazione di quello che rimane, già deliberato dal ministero dell’Ambiente, già contabilizzato dalla Cassa conguaglio elettrica – aggiunge Callori – ma il Cipe non si è ancora espresso su come ripartire il fondo». Il ruolo del “parafulmine” che subisce gli strali dei sindaci atomici spetta a Stefano Saglia, sottosegretario dello Sviluppo economico con delega all’energia. «Ho partecipato personalmente alla riunione del pre-Cipe della settimana scorsa che recava all’ordine del giorno la delibera sulle compensazioni per i comuni sedi di impianti nucleari. Pertanto posso affermare che è pronta per l’approvazione. Il rinvio è stato dovuto solo a questioni formali», assicura Saglia. Intanto i parlamentari pd Ermete Realacci e Luigi Zanda hanno presentato a Camera e Senato un’interrogazione al governo per conoscere gli accordi previsti dal protocollo Italia-Francia sul nucleare del febbraio 2010 «e se contemplino eventuali clausole di rescissione e rimborso in caso di arresto del piano di cooperazione energetica».

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