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Notifiche via Pec Via a fase test in quattro regioni

Fonte: Italia Oggi

Le cartelle di pagamento viaggiano online. Equitalia effettuerà le notifiche attraverso la Posta elettronica certificata. Per ora si tratta solo di una sperimentazione. Il progetto partirà in questi giorni in quattro regioni pilota: Molise, Toscana, Lombardia e Campania. Ad annunciarlo è stata ieri la società che gestisce la riscossione.

L’iniziativa di Equitalia va nell’ottica di migliorare sempre di più i servizi ai contribuenti, in particolar modo quelli erogati via web. La notifica delle cartelle attraverso la Pec presenta infatti diversi vantaggi: in primo luogo il risparmio dei costi di notificazione. Senza dimenticare i benefici per l’ambiente, dal momento che ogni anno vengono spedite oltre 16 milioni di cartelle in formato cartaceo. Ma gli aspetti positivi per tutte le parti in causa (debitori, ente creditore e agente della riscossione) riguardano pure la certezza sull’effettività della notifica e sui relativi termini. Con tutti i riflessi ai fini dell’autotutela e del contenzioso che ne possono derivare. Il contribuente potrà verificare praticamente in tempo reale i documenti inviati da Equitalia e avere la garanzia del giorno e dell’ora esatta di notifica. Situazione analoga per l’amministrazione che vanta la pretesa. La Pec ha valore legale ed è equiparata a una raccomandata con avviso di ricevimento.

Per il momento la sperimentazione riguarderà soltanto le cartelle a carico delle persone giuridiche (prevalentemente società di persone e di capitali) che hanno sede nelle quattro regioni interessate da questo primo step. L’intenzione di Equitalia è poi quella di estendere gradualmente a tutto il territorio la procedura. La nota della capogruppo precisa che «gli indirizzi email Pec utilizzati sono quelli presenti negli elenchi previsti dalla legge, pertanto si consiglia di controllare la propria casella di posta certificata per rimanere sempre aggiornati». Uno degli aspetti più problematici legati all’avvento della Pec, infatti, è che molte aziende, pur avendo ottemperato all’obbligo di legge, non hanno ancora preso l’abitudine di verificare frequentemente la casella della quale si sono dotate. In tali ipotesi le conseguenze possono essere pesanti, a cominciare dal mancato rispetto dei termini, come già si è avuto modo di segnalare con riguardo al processo tributario.

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