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Non si venderà alcol ai minori di 18 anni

Fonte: Il Sole 24 Ore

È il giorno della verità, oggi, sul decreto legge sanitario del ministro Balduzzi. La commissione Affari sociali della Camera deve dare il via libera agli ultimi tre articoli del provvedimento finora accantonati sotto fuochi di sbarramento incrociati: cure primarie, giochi e alcol e revisione del Prontuario farmaceutico nazionale. Per le cure primarie il nuovo articolo prevede la conferma delle cure 24 ore grazie a una rete di poliambulatori organizzati dalle Regioni, ma medici di medicina generale, pediatri e specialisti minacciano pesanti azioni se dovesse passare nell’ultima versione. Sui giochi – sotto stretta vigilanza delle imprese di settore – la distanza minima dalle scuole e dai luoghi di culto dovrà essere decisa in un decreto successivo e per l’alcol c’è il divieto di vendita ai minori di 18 anni e sanzioni da 250 a mille euro per i trasgressori. Infine sul Prontuario si sono addensati numerosi emendamenti che vorrebbero direttamente la soppressione della norma.
Il testo andrà poi al parere delle altre commissioni per approdare in aula a Montecitorio lunedì 15 ottobre.
Per quanto riguarda le modifiche approvate ieri, massima trasparenza per le nomine dei direttori generali e anche eventuali criteri in più per la loro scelta oltre al titolo di studio e all’esperienza, se alla Regione serve un profilo particolare di manager. Torna il direttore sanitario nella commissione per scegliere i primari che dovranno essere solo in esclusiva e non universitari. L’età per la pensione dei medici passa a 70 anni, ma ci vorrà il via libera dell’azienda sanitaria, mentre non c’è più limite per l’età dei direttori generali.
Gli altri emendamenti votati nelle ultime sedute hanno cambiato alcune regole sulla responsabilità dei medici: se il professionista si attiene a linee guida e buone pratiche, risponde di eventuali danni solo in caso di dolo e colpa grave; scatta la copertura assicurativa obbligatoria per la responsabilità civile. Modifiche anche per la libera professione dei medici: quelli che lavorano negli studi “in rete” non dovranno più garantire un fatturato minimo di 12mila euro l’anno.
Infine, oltre a una serie di norme approvate, ma contenute anche nella bozza di Ddl di stabilità (si veda l’articolo a pagina 8) come il prolungamento del blocco dei pignoramenti in caso di insolvenza verso i fornitori nelle Regioni con piano di rientro e l’abbassamento dei criteri per i prezzi di riferimento dei dispositivi medici, gli emendamenti approvati prevedono la possibilità di sblocco del turn over nelle Regioni con piani di rientro nel limite del 20% se serve a garantire l’assistenza e regole per la stabilizzazione del personale precario.

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