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Niente stop alla TARI: il paradosso sugli esercizi chiusi per Coronavirus

Fonte: Sole 24 Ore

di PASQUALE MIRTO (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

I ristoranti, come molti altri esercizi commerciali, saranno costretti a pagare la TARI anche se chiusi o parzialmente chiusi dalle recenti restrizioni antipandemia.
La conclusione cozza con il noto principio del «chi inquina paga». Da settimane si sollecita il Governo per una norma: le occasioni ci sono state, ma la volontà no.
Ovviamente chi risponde in prima persona sono i sindaci. Tuttavia non è possibile ripetere le agevolazioni e riduzioni concesse nel primo lockdown, perché dovevano essere replicate entro il termine di approvazione del bilancio di previsione, scaduto al 31 ottobre.
Nessuna agevolazione o riduzione può essere disposta, quindi, per la Tari tributo o la Tari corrispettiva, anche se le risorse per coprire queste riduzioni ci sarebbero, potendosi far ricorso al fondo per l’esercizio delle funzioni comunali previsto dai Dl 34/2020 e 104/2020.
Ovviamente, considerando che siamo ormai a dicembre, occorre anche derogare ai criteri ordinari di approvazione, permettendo alla giunta comunale di intervenire con riduzioni specifiche, riservate ai codici Ateco chiusi, o con attività ridotte, e rapportate ai giorni di chiusura, magari prevedendo per legge una percentuale massima di riduzione concedibile.

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