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Nel piano Cottarelli Pa, sanità e pensioni

Fonte: Il Sole 24 Ore

Ben 2,2 miliardi nel 2014 dall’innalzamento degli standard di efficienza della macchina burocratica soprattutto facendo leva su un giro di vite sugli acquisti di beni e servizi per 800 milioni e sugli stipendi dei dirigenti pubblici per 500 milioni. Altri 2 miliardi dalla riduzione dei trasferimenti statali e regionali in primis al settore dell’autotrasporto e per una fetta più ridotta alle imprese in generale. E 2,2 miliardi dalla stretta sulle cosiddette spese di settore, dalla difesa alla sanità passando per le pensioni. Ai quali vanno aggiunti 400 milioni dall’abbattimento dei costi della politica, partendo dalla riduzione dei consiglieri comunali e regionali (e dei loro stipendi e vitalizi) e 200 milioni dalla riforma delle province e dalla potatura degli enti pubblici. È questa la composizione del piano di tagli alla spesa per quest’anno contenuto nel dossier Cottarelli consegnato la scorsa settimana alla Presidenza del Consiglio.Un piano per recuperare 7 miliardi su base annua, ma solo nella più ottimistica delle ipotesi, come ha già detto lo stesso Carlo Cottarelli. Che ora sta lavorando con i tecnici di palazzo Chigi e dell’Economia per allestire una griglia di misure da 4-5 miliardi da far scattere tra maggio e dicembre. Gli obiettivi di riduzione della spesa per il 2015 e il 2016 sono fissati in 18 e 34 miliardi.

Ma il commissario alla spending non manca di fissare alcune paletti anzitutto evidenziando che i risparmi citati sono al lordo dei possibili effetti sulle entrate. Cottarelli poi indica alcune criticità, ricordando soprattutto che a obiettivi di indebitamento netto sul Pil invariati rispetto all’ultima legge di stabilità «una parte rilevante dei risparmi» dai tagli di spesa andrebbe «a riduzione del deficit e non della tassazione» come invece annunciato dal Governo. Il commissario evidenzia anche le risorse dalla spending già ipotecate dalla legge di stabilità e dal mancato taglio delle detrazioni fiscali (v. Il Sole 24 Ore del 16 marzo) ammonterebbero a 500 milioni nel 2014, 10,4 miliardi nel 2015 e 14,8 miliardi nel 2016. Per Cottarelli inoltre vanno individuate soluzioni innovative per i dipendenti pubblici in esubero per effetto dell’accorpamento o della soppressione di strutture. Esuberi stimati in 85mila unità alla fine del 2016.

Della griglia di misure alla quale sta lavorando in queste ore Cottarelli non farà parte il contributo di solidarietà sulle pensioni media alte, dal quale sarebbero potuti arrivare 1,4 miliardi nel 2014, un miliardo nel 2015 e 500 milioni nel 2016. Con tutta probabilità verranno invece irrobustiti gli interventi sulla Difesa anche per effetto dell’orientamento del Governo a ridurre ulteriormente la portata dell’operazione F-35. Il dossier di partenza ipotizza dalla difesa un risparmio di 100 milioni per quest’anno, 1,8 miliardi nel 2015 e 2,5 miliardi nel 2016. Per il settore della sicurezza il nuovo meccanismo di sinergie tra forze di polizia con conseguente riduzione dei presidi sul territorio dovrebbe dare i suoi frutti solo nel 2015 (800 milioni) e nel 2016 (1,7 miliardi). Tagli, questi ultimi, sui cui ha espresso preoccupazione anche Silvio Berlusconi. La partita sulla previdenza, comunque, non è completamente chiusa. Anche perché Cottarelli ricorda nel suo dossier che la spesa per pensioni resta la più alta tra i Paesi avanzati (circa il 16% sul Pil). E per questo motivo propone varie misure: maggiore deindicizzazione dal 2015 (600 milioni di minor spesa e altri 1,5 miliardi nel 2016), allineamento a 42 anni della contribuzione tra uomini e donne, revisione delle pensioni di guerra (200 milioni nel 2014) e assegni di reversibilità in chiave selettiva. Selettività suggerita anche sul fronte assistenziale per indennità di accompagnamento e pensioni di invalidità.

Anche la sanità sotto i riflettori di Cottarelli. Che ricorda come su questo terreno la spesa rimanga invariata a differenza delle uscite complessive dello Stato per le quali si registra un calo del 10%. Di qui la necessità di interventi, comunque nell’ambito del patto sulla salute con le regioni già nel nel 2014 (300 milioni) Tra le altre misure “pesanti”, riportate anche dal sito de “il Tempo”, un freno ai trasferimenti per il trasporto ferroviario, la “potatura” delle società partecipate (cominciando da quelle del trasporto locale) e l’adozione integrale dei fabbisogni standard per in Comuni. ma per Cottarelli la scure dovrebbe calare su quasi tutti i settori: auto blu e consulenze, illuminazione pubblica, capitanerie di porto e amministrazioni periferiche (in primis le prefetture), corsi di formazione nella Pa. E ancora: i microfinanziamenti e il contributo pagato dallo Stato per la riscossione dei tributi. Un’operazione a tutto campo che include la razionalizzazione degli organi costizionali (con la soppressione del Cnel), la riforma delle Province. E, soprattutto, il taglio di 15-20 enti pubblici, tra cui Ice, Enit, Isfol, Aran a Avcp.

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