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Napolitano nomina 10 esperti, ecco chi sono

Sabato scorso il presidente della Repubblica Napolitano ha comunicato di avere costituito “due gruppi di lavoro che si riuniranno nel corso della settimana – stabilendo contatti con i presidenti di tutti i gruppi parlamentari – su proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea.
Oggi è previsto l’insediamento tra le critiche delle due task force presidenziali, ecco chi sono i 10 saggi.

1. Commissione per le riforme istituzionali

Valerio Onida. Nato a Milano il 30 marzo 1936, già presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti, è presidente del comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura e professore di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano. Eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune il 24 gennaio 1996, ha ricoperto ininterrottamente tale incarico fino al 22 settembre 2004, quando è divenuto Presidente della Corte Costituzionale (carica da cui cessa il 30 gennaio 2005). Una “incursione” nella vita politica del Paese, nel 2010, lo vede correre come candidato alle primarie del Centrosinistra per la scelta del sindaco di Milano: il costituzionalista arriva terzo con il 13,41% dei voti, dietro Giuliano Pisapia e Stefano Boeri.

Mario Mauro. Nato a San Giovanni Rotondo il 24 luglio 1961, inizia la propria carriera politica in Forza Italia prima, nel PdL poi, per approdare infine alla lista Scelta Civica del Premier Mario Monti, per cui attualmente ricopre la carica di capogruppo al Senato. Laureato in Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed esponente di spicco del movimento cattolico Comunione e Liberazione, è stato capo delegazione del PdL (in seno al Partito Popolare Europeo) a Bruxelles dal 2009 al 2013 e vicepresidente del Parlamento europeo dal 2004 al 2009.

Gaetano Quagliariello. Nato a Napoli il 23 aprile 1960, dopo gli esordi nel Partito Radicale si iscrive a Forza Italia nel 1994 e da allora la sua carriera politica è tutta interna al Centrodestra. Presidente vicario dei senatori del PdL, è membro della Commissione Giustizia di Palazzo Madama. È stato secondo firmatario del ddl sul processo breve ed estensore insieme a Roberto Formigoni, nel gennaio 2011, di una lettera aperta ai cattolici italiani per chiedere loro di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla Procura di Milano per concussione e prostituzione minorile nel c.d. “processo Ruby”.

Luciano Violante. Nato a Dire Daua, in Etiopia, il 25 settembre 1941, è stato Presidente della Commissione parlamentare antimafia dal 1992 al 1994 e della Camera dei Deputati dal 1996 al 2001. Iscritto al PCI dal 1979, prosegue da allora l’attività politica all’interno del Centrosinistra. È stato interrogato dalla Procura di Palermo nell’ambito della trattativa Stato-mafia riguardo a quando, nel 1993, in veste di presidente della Commissione antimafia, aveva richiesto a Nicola Mancino – allora Ministro dell’interno ed attualmente indagato per falsa testimonianza – la trasmissione della relazione elaborata dagli analisti della Dia il 10 agosto del 1993 sulle stragi di via Palestro a Milano e di San Giovanni a Velabro a Roma. Famoso il suo discorso alla Camera del 2003, in cui ricordò che la sinistra italiana non fece la legge sul conflitto d’interesse e non dichiarò ineleggibile Berlusconi. 

2. Commissione per le riforme economico-sociali e per i temi europei

Enrico Giovannini. Nato a Roma il 6 giugno 1957, professore ordinario di Statistica Economica all’Università degli Studi Tor Vergata di Roma dal 2002, dal 24 luglio 2009 è Presidente dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica. Prima di tale incarico, Giovannini era stato membro dell’OCSE (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, con sede a Parigi), nel ruolo di Chief Statistician e Director of the Statistic Directorate, dal 2001. Sempre dallo stesso anno, è membro dell’Istituto Internazionale di Statistica.

Giovanni Pitruzzella. Nato a Palermo il 15 luglio 1959, è Presidente dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (la cosiddetta Antitrust) dal 29 novembre 2011, in sostituzione di Antonio Catricalà. Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Palermo, dal 1998 è professore ordinario di Diritto Costituzionale presso la stessa Università, dove è anche docente nella Scuola di specializzazione in Diritto europeo. Esperto nel diritto degli appalti pubblici, in giustizia costituzionale, nel diritto pubblico regionale e dell’economia, ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali: è stato consulente giuridico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nei Governi Ciampi e Dini, presso la Presidenza della Regione Sicilia (Governi Capodicasa, Cuffaro e Lombardo) e l’Assemblea regionale siciliana.

Salvatore Rossi. Nato a Bari il 6 gennaio 1949, è vice direttore generale della Banca d’Italia dal 17 gennaio 2012, membro del direttorio integrato dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, dal 1° gennaio 2013 e, sempre dal gennaio 2013, membro del Comitato strategico del Fondo strategico italiano. È nel Consiglio di presidenza della Società Italiana degli Economisti dal 2011. Dal maggio 2012 è membro del Consiglio di amministrazione della fondazione del Centro internazionale di studi monetari e bancari (ICMB) di Ginevra.

Giancarlo Giorgetti. Nato a Cazzago Brabbia il 16 dicembre 1966, è parlamentare della Lega Nord alla Camera dei Deputati dal 1996. Laureato in Economia all’Università Bocconi di Milano, durante il secondo Governo Berlusconi è stato, dal 12 giugno al 21 giugno 2001, sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti. Nel 2001 è stato, inoltre, il principale promotore della legge 40 (infine varata nel 2004) sulla procreazione medicalmente assistita. Dal 2001 al 2006 ha ricoperto il ruolo di presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione. È capogruppo per la Lega Nord alla Camera dei Deputati per la XVII Legislatura e segretario nazionale della Lega Lombarda dal 2002 al 2012.

Filippo Bubbico. Nato a Montescaglioso il 26 febbraio 1954, senatore del Partito Democratico, è presidente della Commissione permanente per l’Industria, il Commercio e il Turismo. Laureato in architettura, è stato Presidente della Regione Basilicata dal 2000 al 2005 alla guida di una coalizione di Centrosinistra. Ha recentemente messo in guardia dal pensare che il “comitato dei saggi” di cui fa parte egli stesso possa risolvere quei problemi la cui sistemazione compete – in ultima istanza – ai partiti stessi.

Enzo Moavero Milanesi. Nato a Roma il 17 agosto 1954, è il Ministro per gli Affari Europei del Governo Monti ancora in carica. Laureato in Giurisprudenza, specializzato in Diritto Comunitario, è stato giudice di primo grado presso la Corte di Giustizia dell’Unione europea in Lussemburgo ed ha collaborato con la Commissione europea in qualità di direttore generale del Bureau of European Policy Advisors (BEPA). Sempre costante, nella sua carriera di “tecnico”, l’esperienza maturata in ambito europeo. Durante il primo Governo Amato (1992-1993) si è occupato di risanamento degli enti pubblici. Nel 1994 l’allora Premier Carlo Azeglio Ciampi lo ha nominato sottosegretario agli Affari Europei. Dal 1995 al 2000 è stato quindi scelto da Mario Monti, al tempo Commissario europeo per il mercato interno, come capo gabinetto, prima alla concorrenza e poi al mercato interno stesso. Candidato alle elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013, non è stato eletto in Parlamento.

Questa la dichiarazione completa di Napolitano:
“Gli incontri svoltisi in Quirinale nella giornata di ieri con i rappresentanti delle forze politiche presenti in Parlamento mi hanno permesso di accertare la persistenza di posizioni nettamente diverse rispetto alle possibili soluzioni da dare al problema della formazione del nuovo governo. Ciò è d’altronde risultato chiaro pubblicamente attraverso le dichiarazioni rese al termine da ciascun gruppo.
Ritengo di dover ancora una volta sottolineare l’esigenza che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del paese e quindi un accentuato senso di responsabilità al fine di rendere possibile la costituzione di un valido governo in tempi che non si prolunghino insostenibilmente, essendo ormai trascorso un mese dalle elezioni del nuovo Parlamento.
Tuttavia, non può sfuggire agli italiani e all’opinione internazionale che un elemento di concreta certezza nell’attuale situazione del nostro paese è rappresentato dalla operatività del governo tuttora in carica, benché dimissionario e peraltro non sfiduciato dal Parlamento: esso ha annunciato e sta per adottare provvedimenti urgenti per l’economia, d’intesa con le istituzioni europee e con l’essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della Commissione speciale presieduta dall’on. Giorgetti.
Nella prospettiva ormai ravvicinata dell’elezione del nuovo Capo dello Stato – che mi auguro veda un’ampia intesa tra le forze politiche – sono giunto alla conclusione che, pur essendo ormai assai limitate le mie possibilità di ulteriore iniziativa sul tema della formazione del governo, posso fino all’ultimo giorno concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita tra posizioni inconciliabili.
In questo senso mi accingo a chiedere a due gruppi ristretti di personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze di formulare – su essenziali temi di carattere istituzionale e di carattere economico-sociale ed europeo – precise proposte programmatiche che possano divenire in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche. Ciò potrà costituire comunque materiale utile : voglio dire anche per i compiti che spetteranno al nuovo Presidente della Repubblica nella pienezza dei suoi poteri.
Continuo dunque a esercitare fino all’ultimo giorno il mio mandato, come il senso dell’interesse nazionale mi suggerisce: non nascondendo al paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo operosamente la mia fiducia nella possibilità di responsabile superamento del momento cruciale che l’Italia attraversa”.

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