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Milleproroghe, il governo pone la fiducia: oggi il voto

Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto-legge Milleproroghe nell’Aula della Camera: lo ha annunciato ieri il Ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. La fiducia viene posta sul testo della Commissione.
Ieri mattina l’aula di Montecitorio ha infatti approvato la proposta della maggioranza di fermare la discussione sul complesso degli emendamenti al testo, licenziato con sostanziali modifiche in commissione l’altra notte. Si tratta della 33ma questione di fiducia posta dal govero Renzi. Una fiducia che il ministro Boschi ha definito “necessaria”, proprio per evitare la decadenza del decreto (che è il 1° marzi).

Il testo del DDL licenziato dalle Commissioni all’esame dell’Aula
Sintesi degli emendamenti a cura Servizio Studi della Camera dei Deputati

L’entrata in vigore dell’imposta municipale secondaria posticipata al 2016; il differimento al 31 dicembre 2015 del termine per la gestione associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni; e la proroga al 30 aprile 2015 di quello per la comunicazione dei dati sulle gestioni associate. Ancora, lo slittamento al 1° settembre 2015 delle Centrali uniche di committenza, e la proroga dei termini per le gare sull’affidamento del servizio di distribuzione del gas. Sono queste i principali novità del Milleproroghe, che corrispondono agli emendamenti proposti dall’Anci.

Proprio l’Anci ha ricordato in una in una nota come sia ‘passata’ anche la sanatoria richiesta per i comuni che non hanno deliberato sulla Tari entro il 30 novembre 2014, i quali potranno recuperare nell’anno successivo le eventuali differenze di gettito e un allungamento dei tempi concessi per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi da parte dei comuni.

Anci, bene l’ok ai nostri emendamenti, ma è necessaria la deroga alle sanzioni per gli enti che hanno sforato il Patto nel 2014

Malgrado le positive modifiche intervenute, l’Anci ha evidenziato come, dall’esame del testo del provvedimento, rimangono ancora aperte alcune questioni che vanno ancora precisate. Innanzitutto, il tema centrale della mancata deroga per le sanzioni nei confronti di comuni, province e città Metropolitane che, nel corso del 2014, non hanno potuto rispettare i vincoli del Patto di stabilità.

Altro aspetto che resta ancora da affrontare riguarda i bandi di gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale: infatti, se lo slittamento “consente di evitare le sanzioni amministrative ed economiche che avrebbero gravato sui comuni”, vanno però ancora risolte “alcune situazioni aperte inerenti la corretta valorizzazione delle reti comunali ed alcune interpretazioni normative e fasi procedimentali poco chiare”.

Quanto poi alle Centrali uniche di committenza, l’associazione auspica il ripristino del limite dei 40.000 euro per le acquisizioni in autonomia di beni, servizi e lavori per i comuni fino a 10.000 abitanti. Tale modifica – si fa notare da via dei Prefetti – consentirebbe il regolare svolgimento delle attività a favore dei cittadini, che ad oggi risulta fortemente compromesso”.

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