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Manovra, per affitti e città piano da 1 miliardo

Fonte: Sole 24 Ore

di GIORGIO SANTILLI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Nella Legge di Bilancio che il governo potrebbe varare già lunedì o martedì ci sarà un piano per la casa, il sostegno agli affitti per le famiglie in difficoltà e la «rinascita urbana», con un miliardo di euro di fondi statali e risorse integrative da Regioni, Cdp e privati pronti a sviluppare progetti di abitare. A questo piano, firmato dalla ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, si aggiungeranno le risorse destinate alla casa per il rinnovo del sisma bonus, dell’ecobonus e della cedolare secca. Una parte consistente del «piano De Micheli» finanzia il fondo di sostegno alla locazione, per agevolare l’accesso all’affitto per le famiglie in difficoltà. Da tempo si parla di un rilancio dei fondi pubblici diretti a garantire una casa pubblica per le famiglie povere. Un tipo di intervento praticamente abbandonato dallo Stato da una decina di anni. Le risorse previste dal piano arriveranno direttamente alle famiglie attraverso la definizione di graduatorie comunali aggiornate ogni tre mesi, mentre il recupero di alloggi popolari e dei quartieri dove sono localizzati avverrà anche con la partecipazione di interventi privati o misti.

C’è poi la proposta sulla rigenerazione di pezzi di città. «È un programma pluriennale innovativo – dice il ministero delle Infrastrutture – per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale e per la rigenerazione urbana. Un programma per far rinascere interi quartieri nelle città medie e grandi». L’ambito d’intervento è limitato ai comuni con situazioni di marginalità economica e sociale importanti, degrado edilizio e carenza di servizi, oltre a spazi consistenti e inutilizzati da riqualificare. Ai fondi si accederà attraverso un bando pubblico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la valutazione dei progetti da parte di una commissione composta da esperti. Il finanziamento massimo che può essere richiesto al Ministero per ciascun progetto è di 20 milioni. I progetti devono puntare a «riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei luoghi urbani, utilizzare e rigenerare gli spazi già costruiti rendendoli utili».

Per migliorare gli standard degli alloggi sono previste cinque azioni: sviluppo di dotazioni urbane e di «servizi connessi all’abitare» come il primo soccorso, il medio e piccolo commercio, gli spazi collettivi e relazionali; riconversione di immobili e spazi oggi inutilizzati pubblici e privati; manutenzione straordinaria; miglioramento sismico, sostenibilità energetica e innovazione tecnologica con la trasformazione di edifici da tradizionali a intelligenti, fibra ottica e incremento della domotica; co-housing, spazi di socializzazione all’interno dei condomini, residenze temporanee destinate a studenti. Sarà rifinanziato e migliorato anche l’accesso al «Fondo Piccoli Comuni» per rendere più veloce la realizzazione degli interventi già cantierabili.

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