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Manovra 2021: per attuarla necessari 176 decreti

Fonte: Sole 24 Ore

di ANTONELLO CHERCHI, ANDREA MARINI, MARTA PARIS (da Il Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Il 2021 si preannuncia impegnativo per gli uffici legislativi dei ministeri: la legge di bilancio per essere pienamente operativa avrà bisogno di ben 176 decreti attuativi. Sfiorato il record delle ultime due legislature detenuto dalla manovra 2018 del governo Gentiloni (189 atti). Il passaggio parlamentare ha raddoppiato il numero dei decreti applicativi: erano 83 quelli previsti dalla manovra approvata dal Governo a metà ottobre, le Camere ne hanno aggiunti 93. Fondamentale il fattore tempo per evitare che molte misure restino sulla carta, a cominciare dai numerosi bonus: ad esempio, il ministero dello Sviluppo deve predisporre entro il 31 gennaio il decreto con i criteri di erogazione del contributo del 40% per l’acquisto di auto elettriche.
Non è tutto: l’emergenza Covid ha portato un pacchetto di decreti Ristori per indennizzare le categorie più colpite. Una sorta di «seconda manovra» che parte con un bagaglio di 32 provvedimenti attuativi.

Non basta quell’articolo unico che si snoda lungo 1.150 commi: la legge di Bilancio appena approvata ed entrata in vigore l’altro ieri per diventare pienamente operativa ha ancora bisogno di 176 decreti attuativi. Tanti sono dopo il passaggio parlamentare. Nonostante l’esame delle Camere sia stato a un’unica corsia, con il Senato che si è limitato, per via dei tempi, a dare il via libera a un testo arrivato blindato da Montecitorio, i provvedimenti applicativi sono comunque lievitati: erano 83 quelli previsti dalla manovra approvata dal Governo il 18 ottobre, ai quali se ne sono aggiunti 93 durante l’iter parlamentare. Un incremento che ha portato la legge di bilancio 2021 a sfiorare il record delle ultime due legislature, detenuto da quella varata dal governo Gentiloni per il 2018 (189 atti).

Dei nuovi decreti attuativi, 57 hanno una scadenza e si vanno a sommare ai 37 del testo originario: dunque, 94 provvedimenti devono essere pronti entro i primi mesi di quest’anno. Alcuni già prima della fine di gennaio. È il caso, per esempio, del bonus del 40% per l’acquisto di auto elettriche da parte di famiglie con un Isee inferiore a 30mila euro: il ministero dello Sviluppo deve predisporre entro il 31 gennaio il decreto con i criteri di erogazione del contributo. Per rimanere ai bonus, di cui questa manovra – fra conferme e nuovi ingressi – è ricca, quello di mille euro per l’acquisto di rubinetti o altri apparecchi con limitazione del flusso dell’acqua ha solo un mese in più: il provvedimento attuativo deve arrivare entro il 2 marzo. Analoga scadenza è prevista per il bonus digitalizzazione, riservato alle famiglie meno abbienti (Isee inferiore a 20mila euro) con un figlio studente , le quali potranno contare su un Pc o un tablet concesso in comodato d’uso gratuito: anche in questo caso il decreto dovrà vedere la luce entro il 2 marzo.

Insomma, per gli uffici legislativi dei ministeri si prepara un tour de force, anche perché oltre ai decreti della manovra dovranno concentrarsi sui provvedimenti attuativi contenuti nella lunga serie di decreti legge varati in questi mesi per far fronte all’emergenza: 294 sono quelli previsti dai Dl messi in campo da marzo ad agosto. E anche se una parte, stimabile intorno al 50% di quegli atti è arrivata in porto, vanno però considerati anche i decreti attuativi arrivati con i decreti Ristori.

Tra le altre misure legate a provvedimenti applicativi c’è l’avvio in via sperimentale, per il triennio 2021-2023, dell’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa di sei mesi per i lavoratori autonomi : un Dm Lavoro dovrà definire entro il 2 marzo i percorsi di aggiornamento professionale obbligatori per il diritto all’erogazione dell’Iscro.

Tempi più stretti (31 gennaio) per disciplinare con un Dm Economia le modalità di attribuzione dei finanziamenti per lo sviluppo della produzione di ossigeno a uso medicinale attraverso l’installazione di impianti di produzione e ammodernamento delle linee di trasmissione.

Sono una decina invece i decreti necessari ad attuare il pacchetto scuola-università. I 30 milioni per consentire lo svolgimento degli esami di Stato in sicurezza dovranno essere ripartiti tra le scuole statali e paritarie con decreto dell’Istruzione, e sarà un Dm Università ad assegnare entro il 2 marzo le risorse del Fondo perequativo a sostegno degli atenei non statali legalmente riconosciuti del Mezzogiorno.

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