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Manovra 2020: nella notte il primo ok del Consiglio dei ministri

Manovra 2020: nella notte il primo ok del Consiglio dei ministri

È stata una lunga nottata quella che ha visto riunirsi il decisivo Consiglio dei ministri n. 9 per la prima approvazione della Legge di Bilancio 2020 e il collegato Decreto Fiscale. Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, ha approvato il decreto legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili (Decreto Fiscale) e il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022 (Legge di Bilancio 2020).

Il varo della Manovra 2020

I due provvedimenti compongono la manovra finanziaria e trovano la loro traduzione sul piano contabile nel Documento programmatico di bilancio per il 2020 (Dpb), che è stato immediatamente trasmesso alla Commissione europea. La Manovra che ne risulta non si limita all’eliminazione della clausola di salvaguardia sull’Iva per il 2020, ma contiene importanti provvedimenti per il lavoro, l’ambiente, gli investimenti, la famiglia e la disabilità, avviando l’attivazione delle politiche contenute nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.

In precedenza: le parole dei vertici ANCI per gli Enti locali

Nel frattempo nel pomeriggio erano uscite le dichiarazioni ufficiali del presidente ANCI, a nome di tutti i sindaci d’Italia, in riferimento alla suddetta Manovra: “Abbiamo 564 milioni di ragioni per pretendere che lo Stato centrale faccia chiarezza: i 564 milioni di euro che dovevano tornare nella disponibilità dei Comuni già nel 2019 e che invece rischiamo di non vedere nemmeno con la nuova manovra. Chiediamo al Governo di fare chiarezza: o ce li restituite oppure approvate una nuova norma che stabilisce che il taglio temporaneo a danno dei Comuni diventa permanente. Ma lo si deve dire chiaramente e accettare le conseguenze. I sindaci sono responsabili, e l’abbiamo dimostrato in questa e in moltissime altre vicende, ma non sono stupidi. A 564 milioni ammontava il contributo richiesto ai Comuni nel decreto legge 66 del 2014, che rivedeva la spesa pubblica in nome “della competitività e della spesa sociale”. Ma quel contributo aveva una scadenza: il 2019, appunto. Una scadenza rispettata per Province e Città metropolitane. Per i Comuni, invece, no. Ora non esiste ragione per cui quelle risorse non vengano ripristinate. E troviamo sinceramente sconcertante che dal precedente governo ci rispondessero “fate ricorso” e che il nuovo governo aggiorni la dichiarazione con un invito ad “aspettare l’esito del ricorso”. Se per loro si tratta di prendere tempo, per noi si tratta di tenere i nostri equilibri in bilancio. O meglio di far sopravvivere i servizi dei quali i nostri cittadini hanno bisogno. Perché mentre noi facciamo ricorso, gli intonaci delle scuole crollano, le corse degli autobus diminuiscono e gli asili nido chiudono”.

>> Nel comunicato stampa ufficiale del Governo sono elencati i 13 punti che riassumono il contenuto della Manovra 2020: VAI AL COMUNICATO INTEGRALE.

Tra i punti programmatici che investono in maniera diretta la Pubblica Amministrazione segnaliamo:

– INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI E AMBIENTE – Si istituiscono due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi.

– RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI – Sono ampliati gli stanziamenti del triennio 2019-2021 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego del comparto Stato.

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