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Mafia: Alfano, oltre scioglimento dei comuni l’’ipotesi “tutor”

“La norma attuale per lo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose non contempla soluzioni meno traumatiche, ma non meno efficaci, per riportare l’amministrazione sui binari di una maggiore correttezza legalitaria”. Così si è espresso il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, in audizione ieri pomeriggio alla Commissione parlamentare Antimafia evidenziandone “la principale carenza ordinamentale che sembra mostrare. Un vuoto legislativo – ha continuato il ministro – che non può essere colmato efficacemente da interventi di sola supplenza amministrativa”.

“Si fa strada da tempo l’idea – ha riferito – che in sostituzione di sanzioni afflittive, si possano proficuamente applicare misure di carattere terapeutico, chiamiamole così, che non comportino l’interruzione delle attività da parte degli organi ordinari, né il loro allontanamento definitivo, ma il loro affiancamento con un intervento mirato di commissari ad acta e tutor“.

Alfano ha ricordato che “anche per il comune di Roma Capitale, prima che intervenisse lo scioglimento ordinario, erano state definite delle misure di monitoraggio che avrebbero portato il prefetto di Roma ad esercitare forme di verifica dell’attività di risanamento dell’ente. Si era determinato quindi un processo di ripristino della legalità dell’attività amministrativa all’interno del quale il ruolo del prefetto era di sostegno collaborativo”.

“Questo percorso di ristabilimento – ha continuato il titolare del Viminale – che già in passato era stato applicato per le amministrazioni locali, trova fondamento non nel 143 del Testo unico sugli enti locali ma nei principi generali che regolano la cooperazione istituzionale”.

Roma: Alfano, dopo rapporto Cantone urgenti misure correttive
“Ora che è sopraggiunto lo scioglimento” del Comune di Roma, “soprintende sulla macchina del Campidoglio il commissario straordinario, la cui attività è essa stessa, a nostro avviso, garanzia di vigilanza, legalità e trasparenza; sicché potrà proseguire nei limiti temporali legati alla durata commissariamento la puntuale attività di verifica che ha visto a lavoro il prefetto Tronca ed il suo staff. Attività che si avvarrà anche del recente rapporto del presidente Cantone sulle sistematiche distorsioni che sembrano emergere nelle procedure di carattere contrattuale, che richiedono urgenti misure correttive”.

Mafia: Alfano, da mio insediamento 25 comuni sciolti, in corso 17 commissariamenti. I dati complessivi
Dalla data dell’insediamento del ministro dell’Interno, il 28 aprile 2013, sono stati 25 i provvedimenti di scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose, secondo l’articolo 143 del testo unico sugli enti locali, ha riferito il ministro dell’Interno. Il titolare del Viminale ha aggiunto che di questi sono ancora in corso 17 commissariamenti: 8 in Calabria, 4 in Sicilia, 3 in Campania, 1 in Puglia, 1 nel Lazio. Inoltre, sempre dal 28 aprile 2013 fino ad oggi, sono state attivate 33 commissioni d’accesso presso altrettanti enti comunali. Le attività ispettive hanno riguardato soprattutto il sud: 9 sono stati gli accessi in Calabria, 7 in Sicilia, 5 in Campania, 4 in Puglia. Gli altri sono stati al centro nord: 5 nel Lazio, 2 in Emilia Romagna, 1 in Liguria.

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