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Lo smart worker lascia le metropoli, i borghi rinascono con fibra e incentivi

Fonte: La Repubblica

di IRENE MARIA SCALISE (da La Repubblica) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Offrire a persone sull’orlo di una “crisi di nervi da grandi metropoli” la possibilità di una second life più tranquilla. Come? Allettandole con incentivi di ogni tipo, come case a prezzi stracciati, servizi all’avanguardia e banda larga per spingerle a trasferirsi nei vecchi borghi in via di spopolamento, e promettendo anche ai più dubbiosi una vita migliore (e più economica) unita alla possibilità di esercitare qualsiasi professione da remoto senza difficoltà. Una sorta di home working definitivo, consapevole e a contatto con la natura.  Il fenomeno non è solo italiano. Negli Usa lo Stato del Vermont regala un rimborso di 10 mila dollari (in due anni) a chi decide di spostare la residenza in una delle sue città. Di qua dell’Atlantico, in Spagna, il comune di Ponga, che non arriva a mille abitanti, ha deciso di allettare le giovani coppie con un bonus di 3mila euro che aumenta di altri 3mila euro in più per ogni bambino.

In Italia, dopo i primi casi di alcuni anni fa, ripresi anche dalla grande stampa estera, il fenomeno sta diventando un’ondata. Anche perché qui da noi Il 72% dei Comuni ha meno di 5mila abitanti. E circa 2.380 Comuni sono praticamente abbandonati. Senza essere troppo manichei l’architetto Stefano Boeri parla di “delocalizzare la vita urbana per periodi più lunghi sul modello francese”. E spiega: «Stiamo lavorando con il Politecnico di Milano a un progetto di vita che non sia troppo elitario, nostalgico o esistenzialista e che permetta una fortissima reciprocità con i centri urbani». Lo studio si sofferma su alcuni casi. Dalla Val Trebbia con la vicina Milano, alle Marche con Castel Sant’Angelo. E perfino Amatrice, il paese a 140 chilometri da Roma distrutto dal sisma di tre anni fa e che ora punta anche su progetti come questo per recuperare i ritardi nella ricostruzione. «L’idea – aggiunge Boeri – è creare dei tavoli in cui studiare come i piccoli centri possano supportare le grandi città e viceversa, solo così si può stimolare la delocalizzazione per un utente giovane che vuole trasferirsi realmente senza però gravare sul lavoro e la scuola dei figli». Boeri ha realizzato una “mappatura” con il Politecnico: «La nostra idea è agevolata dal recente smart working, che ha contribuito a cambiare le modalità lavorative, e alla crescente digitalizzazione».

Diventare proprietari di un immobile al costo di un giornale? Il progetto casea1euro.it attrae un pubblico vasto, anche solo per il prezzo. In alcuni casi gli immobili vengono ceduti dai privati in donazione ai Comuni che con procedura pubblica li vendono alla cifra simbolica di 1 euro. In altri sono invece le amministrazioni comunali che si fanno garanti per i proprietari di tali immobili. Ma chi decide di trasferirsi avrà anche degli impegni: chi acquista con il programma casea1euro, deve garantire un progetto di ristrutturazione e rivalutazione entro 365 giorni dall’atto di vendita, sostenere le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento e ha un massimo di due mesi di tempo per far partire i lavori nel momento in cui si hanno tutti i permessi. Infine il Comune chiede di stipulare una polizza fideiussoria di 5mila euro della durata di tre anni che alla scadenza viene poi rimborsata. Dove si può scegliere di trasferirsi? Sambuca e Bivona in Sicilia, Zungoli in Campania, Ollolai e Montresta in Sardegna, Patrica nel Lazio, Montieri in Toscana e molti altri. Attenzione però. Bisogna cogliere l’occasione al volo. Soprattutto quando l’indirizzo proposto dal progetto casea1euro è invitante come le Fabbriche di Vergemoli, sulle montagne della Garfagnana (in provincia di Lucca) le offerte, oltre ad essere tantissime, sono arrivate anche dalla Cina e dall’America. E così nel 2021 una quarantina di cantieri edili prenderanno il via. Ha spiegato all’Ansa il sindaco Michele Giannini. «Riceviamo più di 2mila email all’anno dal 2016 e arrivano potenziali acquirenti da tutto il mondo anche senza preavviso». A Candela, in Puglia, dove gli abitanti nel 2019 erano circa 2.700 contro gli 8mila di alcuni anni fa ha funzionato una forte politica di incentivi adottata nel 2017. il Comune, ha offerto 2mila euro alle famiglie che decidevano di prendere la residenza. Ai single venivano dati 800 euro, 1200 euro per le coppie, 1800 euro per le famiglie con un figlio e 2mila per chi aveva 2 o 3 figli. Inoltre, erano anche previsti sgravi per bollette, sconti sulla tassa rifiuti e bonus per gli asili. La notizia aveva fatto il giro del mondo finendo sui quotidiani internazionali. Uno dei Comuni del Lazio che di recente ha partecipato al bando della Regione per finanziare lo smart working è Leonessa in provincia di Rieti. Il sindaco Gianluca Gizzi sta puntando molto sulla fibra cosi a Leonessa già il 70% del territorio è stato cablato e nei prossimi mesi la rete dovrebbe essere completata. Per aiutare i suoi comuni sempre più spopolati il Molise nel settembre dello scorso anno ha lanciato il suo “Reddito di residenza attiva per l’accesso al Fondo in favore di soggetti che vanno a risiedere nei comuni con popolazione fino a 2000 abitanti”.

Per circa 100 comuni è previsto il versamento di 700 euro a chi sceglie di prendere la residenza e aprire un’attività commerciale (per cinque anni). Il contributo massimo è di 24 mila euro in tre anni. Per tutto questo è però sempre fondamentale il collegamento Internet. Con il progetto Banda Larga in Toscana i Comuni di Bagni di Lucca, Pietrasanta, Borgo Amezzano e altri 20 in provincia di Lucca puntano sulla fibra ottica per attrarre smart worker delocalizzati. Infine anche i privati stanno scoprendo la potenzialità dei vecchi borghi spopolati. A Cantone, nell’orvietano. c’è il caso del Borgo Consapevole a Cantone, nell’alto orvietano, dove il monastero/hotel Eremito e YogAyur hanno dato vita ad un ‘offerta di turismo eperienziale che coinvolge anche la comunità dei residenti. La formula: benessere personale, cibo sano e recupero degli antichi mestieri. L’opinione Con il Reddito di residenza attiva, in circa 100 comuni molisani è previsto il versamento di 700 euro a chi sceglie di spostarsi là e aprire un’attività commerciale per almeno cinque anni.

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