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Liberalizzazioni: Stato impone passaggio 8,6 miliardi di fondi enti locali alla tesoreria

Il decreto Monti sulle liberalizzazioni impone il trasferimento di 8,6 miliardi di fondi degli enti locali dalle banche alla Tesoreria dello Stato. Ma gli amministratori locali non ci stanno. A riportare il caso, oggi, i due principali quotidiani economici, Il Sole24Ore e ItaliaOggi. Quest’ultimo, in particolare, spiega che il trasferimento di questi fondi “produce un effetto positivo sull’emissione di titoli di debito pubblico per un risparmio stimato in 320 milioni nel 2012, 150 nel 2013 2 150 nel 2014”.
I fondi non vengono sottratti agli enti locali ma restano nella loro disponibilità: cambia la tempistica e viene però annullata la libertà di scegliere l’istituto di credito dove depositarli. E così, a fronte di un tasso di interesse che lo Stato garantisce per l’1%, si annullano i vantaggi che alcuni enti locali riuscivano a ottenere nella contrattazione con le banche, con interessi fino al 3% sulla somme depositate.
Per questo il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, afferma che “il governo continua ad accentrare tutto, come ha fatto con i taxi, per i quali ha tolto ogni potere decisionale ai sindaci. Ora ci impone di riversare le nostre entrate nelle casse dello Stato, con la scusa che la spesa locale sia fuori controllo. In realtà è vero il contrario, sono le uscite dell’amministrazione centrale a essere incontrollate”.

(Fonte: Anci)

 

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