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Legge di stabilità 2016 nel C.d.M. di oggi: 4 aree di intervento

La Legge di stabilità sarà suddivisa in quattro capitoli. ‘Forte’, ‘semplice’, ‘giusta’ e ‘orgogliosa’ gli aggettivi scelti dal Governo per definire gli interventi. Oltre al confermato addio alla Tasi, le altre misure riguardano un piano contro la povertà infantile, l’innalzamento della soglia del contante da mille a 3mila euro, il “gruzzoletto” per richiamare in patria i professori universitari. Restano sul tavolo del Consiglio dei Ministri come ipotesi la sperimentazione di un part time per gli over 63, il canone Rai in bolletta e l’anticipo del taglio dell’Ires. Intervento quest’ultimo in particolare, legato alla soluzione del rebus coperture, ‘appese’ anche al via libera di Bruxelles alla nuova richiesta di flessibilità da 14-17 miliardi (con la ‘clausola’ migranti). L’obiettivo della legge di stabilità 2016, secondo Palazzo Chigi, resta comunque “il taglio delle tasse, avviata lo scorso anno e la lotta contro la povertà e la tutela delle fasce più deboli della popolazione”.

Sarebbero queste le ultime soluzioni che potrebbero essere inserite nella legge di stabilità in arrivo al Consiglio dei Ministri di oggi, e già illustrata dal Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La manovra sarà di circa 27-30 miliardi. 

Italia forte
Sotto questo titolo vengono elencate, tra le misure, la cancellazione della tassa sulla prima casa, dell’Imu agricola e della tassa sugli imbullonati; i super-ammortamenti per gli investimenti delle imprese al 140%; la riduzione delle tasse per le imprese; la libertà per i comuni di spendere l’avanzo di amministrazione e soldi in cassa per lavori conclusi. Per quanto riguarda la possibilità di dedurre il 140% di quanto speso per il rinnovo di beni strumentali (costo circa 1 miliardo), che dovrebbe ‘assorbire’ la Guidi-Padoan, dovrebbe valere già da metà ottobre. Il taglio dell’Ires (di 2-2,5 punti) invece potrebbe arrivare in un secondo momento. Il ‘pacchetto’ imprese comprende anche credito d’imposta per ricerca e sviluppo, sostegno del Made in Italy ed ecobonus per le imprese. Novità anche per le nuove partite Iva con un forfait al 5% sotto i 30.000 euro. L’abolizione della Tasi resta comunque il ‘piatto forte’ della manovra. Costa circa 5 miliardi. I Comuni saranno interamente compensati, senza aumenti di tasse sulle seconde case. Niente da fare, invece, per l’unificazione di Imu e Tasi sulle seconde case. In arrivo un allentamento del patto di stabilità interno per circa 750 milioni.

Italia semplice
Tra le misure, l’innalzamento a 3.000 euro della soglia del contante; il contrasto all’evasione sul canone Rai, “pagare meno pagare tutti”; la lotta all’evasione con la fatturazione elettronica e gli strumenti telematici; le Partite Iva; le facilitazioni e garanzie per il lavoro autonomo. L’arrivo del canone in bolletta, in chiave anti-evasione, potrebbe non essere inserito nel testo base della legge di Stabilità, ma arrivare durante l’iter parlamentare. Si studia la possibilità di suddividerlo in più rate. Abbassato a 100 euro porterebbe comunque un ‘tesoretto’ da 500 milioni.

Italia giusta
Tra le misure, la lotta alla povertà infantile; il servizio civile; il Dopo di noi, ossia tutele e garanzie per la disabilità; l’innalzamento della no tax area per i pensionati. Il piano contro la povertà dovrebbe avere una ‘dote’ tra 500 milioni e 1 miliardo, da destinare alle famiglie con figli.

Italia orgogliosa
Tra gli interventi: l’assunzione di 500 docenti universitari in tutta Italia legati al merito; leva di archeologi e giovani diplomatici; Piano straordinario per la ricerca, con 1.000 nuovi ricercatori.

Taglio alla spesa pubblica
La revisione della spesa dovrebbe fermarsi a 6 miliardi (compresi 2 miliardi di minor aumento per la sanità). Difficili i tagli alle tax expenditur, che potrebbero essere del tutto rinviati (tranne forse una sforbiciata alle agevolazioni per l’agricoltura) così come quelli ai ministeri. Possibili tagli semi-lineari e l’introduzione di altre clausole. Il fondo sanitario nazionale aumenterà di 1 solo miliardo (arrivando a 111 miliardi contro i 113 previsti), riduzione da gestire anche con una stretta sull’applicazione dei costi standard per gli acquisti. Partita ancora aperta per ottenere 900 milioni ‘extra’ per precari e nuovi Lea. Per il rinnovo del contratto le risorse a disposizione sarebbero 300 milioni l’anno per il prossimo triennio (ma si punta a portarle a 400). In arrivo anche misure per gestire i circa 19mila esuberi delle Province. Ancora in dubbio interventi sulle partecipate locali.

Interventi per il Sud
Al vaglio interventi ad hoc per il Mezzogiorno, sul quale dovrebbe essere incentrato il piano di cantieri da 5 miliardi da mettere in moto nel 2016, che il governo sta mettendo a punto per ‘giustificare’ a Bruxelles la richiesta di flessibilità per gli investimenti. Tra le misure sostenute dai governatori e parlamentari del Sud (anche dal ministro Orlando) quella di sgravi rafforzati per le assunzioni e fino al 2020, facendo leva sui fondi (già disponibili) del Piano di azione e coesione (Pac).

Le ipotesi sulle pensioni
Al posto della flessibilità in uscita, potrebbe arrivare il finanziamento (con 100 milioni l’anno) del part time per chi si trova vicino all’età della pensione (over 63). Sul fronte previdenziale dovrebbero invece essere confermate lo sblocco di ‘opzione donna’ (in totale per i due interventi, per 3 anni, servono 2,5 miliardi) e la settima salvaguardia per gli esodati che però potrebbe non coprire per intero la platea dei 26mila interessati già individuati alla Camera. In arrivo anche una ‘mini-proroga’ della decontribuzione con un sistema di ‘decalage’ (dimezzato nel 2016, per andare a esaurirsi nel 2018) e la detassazione degli incentivi legati alla produttività.

Le proposte emendative dell’ANCI

“A governo e Parlamento chiediamo di intervenire rapidamente nell’ambito della legge di stabilità per introdurre nella manovra le proposte ‘manutentive’ del d.l. 78, che consentirebbero a una larga fetta di comuni di chiudere i bilanci 2015 in tranquillità e sicurezza. Il termine ultimo del 30 novembre per apportare modifiche ai previsionali è dietro l’angolo; c’è quindi il rischio è di vedere bloccare ulteriormente la spesa corrente e di non poter fare gli investimenti nella dimensione auspicata”. Così l’Assessore al bilancio del Comune di Firenze, Lorenzo Perra, al termine dell’audizione presso la Commissione bilancio della Camera dove Anci è stata audita in merito al d.l. 154/2015.

“Gli argomenti che abbiamo posto all’attenzione del Parlamento – ha detto Perra – nascono dalla presa d’atto di tutta una serie di eventi normativi intervenuti in tempo non utile per mettere i sindaci in condizione di poterli utilizzare al fine della chiusura dei propri esercizi di bilancio”.

Interventi che vanno dalla regolazione delle somme non trattenute sul Fondo di solidarietà 2014, alla flessibilizzazione del Patto di stabilità, passando dal raccordo tra l’armonizzazione dei bilanci con i vincoli di finanza pubblica alle spese pregresse e future per il funzionamento degli uffici giudiziari. Tutti argomenti che Anci ha sintetizzato attraverso proposte emendative che i tecnici dell’associazione hanno presentato oggi a Montecitorio. “Gli iter consiliari e di giunta – ha aggiunto e concluso Perra – non possono essere ridotti a meno di 15 giorni. E’ del tutto evidente che da qui al 20 ottobre è necessario sciogliere i nodi e dare risposte certe alle esigenze dei Comuni”.

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