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Legge di stabilità 2016: entra nel vivo la settimana delle correzioni

La Commissione Bilancio del Senato è impegnata nel vivo dell’esame della legge di stabilità 2016: ieri al vaglio l’ammissibilità per i 3.563 emendamenti e la formalizzazione delle proposte a firma del governo e da oggi le votazioni. L’obiettivo è chiudere i lavori entro sabato e arrivare in aula a Palazzo Madama il lunedì successivo.

Se non si riuscirà a concludere l’esame in commissione entro sabato l’ok da parte della 5a potrebbe slittare a lunedì. 
L’obiettivo resta comunque una discussione rapida, in modo tale da inviare il testo in seconda lettura alla Camera entro il 20 novembre.

Se Regioni, province e giochi sono argomenti che saranno trattati alla Camera, il Senato sarà invece impegnato con Sud e casa in particolare.
Per quanto riguarda il Mezzogiorno, due le misure al centro dell’attenzione: i maxiammortamenti del 160%, anziché del 140%, degli investimenti in beni strumentali destinati esclusivamente alle imprese delle Regioni meridionali che rientrano dell’obiettivo convergenza (Campania, Puglia, Calabria Sicilia, Basilicata) e un rafforzamento sgravi per le assunzioni. La questione è come sempre quella delle coperture. Si starebbe dunque valutando quale delle due misure inserire in manovra.

Se l’architettura della Tasi è destinata a restare invariata, aperture dalla maggioranza e dal governo sono arrivate per alcuni ritocchi. 
C’è ad esempio accordo bipartisan per introdurre uno sconto (con un tetto dell’aliquota al 4 per mille) su Imu e Tasi per chi decide di dare in affitto un immobile a canone concordato. Così come, fa sapere una delle relatrici al ddl Magda Zanoni (Pd), si lavora alla possibilità di esentare dal pagamento della Tasi sulla prima casa anche i separati, proprietari dell’abitazione lasciata all’ex coniuge e non è escluso che possa essere approvata anche la proposta di esentare le seconde case date in comodato d’uso ai parenti di primo grado.

Nella valanga di emendamenti poi c’è spazio per gli ‘evergreen’: si va dall’esclusione delle Tasi per le scuole paritarie (firmata Udc) a quella (targata Sel) che vorrebbe invece esentare i teatri passando per la proposta del Pd di rendere strutturale la cedolare secca al 10%.

Poche chance di successo a causa degli alti costi avrebbe invece un emendamento messo a punto dai Dem che prevede l’introduzione del prestito pensionistico mentre l’anticipazione al 2016 della no tax aerea per i pensionati potrebbe incassare il via libera di governo e Parlamento.

Altra norma sulla quale c’è già il no dell’Esecutivo è quella per cancellare l’innalzamento della soglia del contante, nonostante l’ampio fronte a favore di un dietrofront.

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