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Le nuove misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus

Le nuove misure urgenti per fronteggiare l'emergenza Coronavirus

È stato pubblicato ieri sera in una edizione speciale della Gazzetta Ufficiale (n. 301 del 3 dicembre 2020) il D.P.C.M. 3 dicembre 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante: «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19» e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante: «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», nonchè del decreto-legge 2 dicembre 2020, n. 158, recante: «Disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19»”.

>> Qui è disponibile il link al video integrale della conferenza stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Nel frattempo in merito alle misure contenute nell’altro provvedimento che definisce le regole per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus nel periodo natalizio, ovvero il decreto legge 2 dicembre 2020, n.158. affiora “stupore e rammarico per il metodo seguito dal Governo” da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. L’esecutivo – si sottolinea in una posizione inviata al presidente del Consiglio – ha approvato, nella serata di ieri, il decreto-legge 2 dicembre 2020, n.158 in assenza di un preventivo confronto con le Regioni”.

Si tratta di un “metodo” – sottolineano le Regioni – che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza”. Proprio “il mancato confronto interistituzionale non ha consentito di portare alla individuazione delle soluzioni più idonee per contemperare le misure di contenimento del virus e il contesto di relazioni familiari e sociali tipiche del periodo delle festività natalizie”. Si prende dunque “atto delle scelte operate con l’adozione del decreto legge che, intervenendo con forti limitazioni agli spostamenti e alle relazioni sociali nel periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, rende di fatto pleonastico il pronunciamento su parti essenziali del D.P.C.M.”. In ultima istanza si “evidenzia che non si fa riferimento alcuno a norme sui ristori economici delle attività che subiscono limitazioni e/o chiusure, più volte richieste dalle Regioni e dalle Province autonome”.

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