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Lavori pubblici, piano al via con il calendario della spesa

Fonte: Il Sole 24 Ore

Entro il 15 ottobre la Giunta deve “adottare” lo schema di programma triennale e l’elenco annuale dei lavori pubblici (articolo 13, comma 3 del Dpr 207/2010) – redatti dagli uffici entro il 30 settembre – per la nuova programmazione. Non è arrivata in tempo l’attesa semplificazione, quindi gli enti sono ancora tenuti a rispettare le regole scritte senza tener conto dell’armonizzazione contabile. Con il nuovo principio di programmazione da quest’anno (per gli sperimentatori anche prima) entra in vigore l’obbligo di inserire nel Dup (parte 2 della sezione operativa) – anche nella versione semplificata – la programmazione in materia di lavori pubblici, oltre che di personale e patrimonio. Gli enti dovranno quindi far confluire il programma triennale dei lavori pubblici adottato dall’organo esecutivo, nel Dup 2016-2018 che la Giunta deve approvare entro il 31 ottobre per la successiva deliberazione in Consiglio. I contenuti del programma dei lavori pubblici entrano subito a far parte delle previsioni di bilancio 2016-2018, il cui schema deve poi essere approvato in Giunta entro il 15 novembre.
Lo schema di programma triennale e i suoi aggiornamenti annuali sono redatti, in collaborazione fra i responsabili degli interventi e il responsabile fdel servizio finanziario, seguendo i modelli approvati con Dm Infrastrutture 24 ottobre 2014, che da quest’anno ha sostituito il Dm 11 novembre 2011. Il programma e gli aggiornamenti devono essere resi pubblici, prima della loro approvazione, con affissione nella sede delle amministrazioni per almeno 60 giorni consecutivi (articolo 128, comma 2 del Dlgs 163/2006). L’elenco annuale deve essere approvato (in via definitiva) con il bilancio di previsione, e deve contenere l’indicazione dei mezzi finanziari stanziati o disponibili (articolo 128, comma 9 del Dlgs 163/2006).
La coerenza nella programmazione imponge la verifica della corrispondenza fra le previsioni di bilancio e quelle di realizzazione delle opere pubbliche, da verificare già nel Dup. 
Pur non essendo ancora aggiornata con le regole dell’armonizzazione contabile, la programmazione dei lavori pubblici dovrebbe comunque produrre per ogni intervento programmato il cronoprogramma, per individuare l’esigibilità della spesa per ogni esercizio. Per le opere per le quali non è possibile predisporre il cronoprogramma, andrebbe fornita adeguata motivazione. Il principio della competenza finanziaria potenziata richiede infatti che le spese di investimento siano impegnate negli esercizi in cui scadono le singole obbligazioni passive sulla base del cronoprogramma. 
La parte 2 della sezione operativa accoglie anche la programmazione del fabbisogno del personale, per la cui adozione la competenza finora è stata della Giunta (Consiglio di Stato, sentenza 1208/2010). Nel Dup dovranno essere inseriti, infine, tutti quegli ulteriori strumenti di programmazione, come il piano delle alienazioni, i piani triennali di razionalizzazione della spesa (articolo 16, comma 4 del Dl 98/2011) e l’eventuale programma degli incarichi. Superato il primo appuntamento con il Dup 2016-18, resta però urgente un intervento di «armonizzazione» delle norme di settore sulla programmazione dei lavori pubblici.

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