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Lavoratori pubblici: arrivano i permessi ad ore per le visite mediche

I lavoratori pubblici che dovranno assentarsi dall’ufficio causa visita medica potranno ricorrere ad uno speciale permesso ad ore. È quanto potrebbe emergere dalla trattativa tra Aran e sindacati per la definizione di un accordo quadro, altrimenti detto “pacchetto sociale”, che preveda una tipologia di permessi ad ore hoc per visite mediche e specialistiche. Pur rientrando, cioè, sotto la voce “malattia”, si potrà usufruirne ad ore.

Si tratterebbe, quindi, di un totale di 18 ore l’anno che non vanno a scalfire le 36 ore di permessi per gravi motivo personali delle quali usufruiscono i lavoratori pubblici nei 12 mesi.

Il tutto, ricordiamolo, si è reso necessario dopo la sentenza del Tar che aveva riportato sotto la voce “malattia” le assenze per visite e accertamenti medici, annullando la circolare, datata 17 febbraio 2014, firmata dal precedente ministro della Funzione Pubblica D’Alia, secondo la quale per visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici (dalla visita dall’oculista all’ecografia) il dipendente pubblico avrebbe dovuto ricorrere ai permessi per documentati motivi personali o strade simili (come permessi brevi).

L’ultima nota del Ministero della Salute (n. 14368 del 24 aprile 2015, indirizzata alle proprie direzioni ed uffici) rende quindi operativo lo status per i propri dipendenti, ma apre anche la strada a provvedimenti analoghi da parte delle altre amministrazioni pubbliche, scuola compresa, obbligate ad eseguire quanto disposto dai giudici.

Il tavolo Aran – Sindacati vede comunque in corso diversi punti in discussione, tra cui la disciplina delle assenze per malattia conseguenti agli effetti delle terapie salvavita; il riconoscimento dei permessi per motivi di studio anche al personale assunto a termine; il contingentamento dei permessi su base oraria.

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