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L’app “Immuni” parte forte, mezzo milione di download nel primo giorno

Fonte: Sole 24 Ore

di GIUSEPPE ARCIDIACONO (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Dopo una lunga attesa costellata da dibattiti, polemiche, dubbi ed incertezze, il debutto di Immuni ha decisamente superato ogni aspettativa, arrivando a registrare nelle prime 24 ore oltre 500.000 download e proiettando immediatamente l’applicazione in cima alla speciale classifica dei software più scaricati sulle piattaforme digitali di Apple e Google.
Si tratta di numeri estremamente importanti, che, se confermati nei prossimi giorni, potrebbero aprire scenari quasi impensabili alla vigilia soprattutto in relazione alla possibilità di tracciare in maniera efficace ed efficiente i contagi da Covid19 e fornire un prezioso supporto nella complessa organizzazione della vita quotidiana nella lotta contro il nuovo Coronavirus.
Contestualmente al lancio del programma sugli “Store” per Iphone e Android, è stato pubblicato anche il sito ufficiale dedicato all’applicazione, https://www.immuni.italia.it/, nel quale sono raccolte le informazioni più importanti, sono fornite risposte alle principali domande inoltrate da cittadini ed addetti ai lavori e sono indicati gli indirizzi ufficiali dai quali è possibile scaricare la documentazione ed il codice di “Immuni”.

La sperimentazione in quattro Regioni
Secondo quanto si legge sul sito del Ministero dell’Innovazione (https://innovazione.gov.it/app-immuni-disponibile-da-oggi/), sarà ora necessario avviare la fase di integrazione delle funzionalità dell’applicazione nel contesto dei servizi sanitari regionali, chiamati a svolgere il delicato compito di attivare concretamente gli “alert” generati da Immuni e sovraintendere a tutte le attività di diagnosi, cura e gestione dei pazienti.
In particolare, l’avvio definitivo di Immuni in tutta Italia sarà preceduto da una fase di sperimentazione concentrata in quattro Regioni rappresentative del Nord, del Centro e del Sud Italia, ossia la Liguria, l’Abruzzo, le Marche e la Puglia.
Al termine del test, che inizierà lunedì 8 Giugno e dovrebbe avere una durata di circa 10 giorni, i servizi di “Contact Tracing” saranno effettivamente attivati su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di avviare entro il mese corrente le attività connesse al monitoraggio dei contagi e garantire una gestione quanto più possibile serena della lunga e complessa stagione estiva 2020.

La pubblicazione del codice sul portale GitHub
Un passaggio preliminare di fondamentale importanza, probabilmente decisivo ai fini del trionfale debutto, era stato, invero, effettuato negli ultimi giorni di Maggio dal Governo con la pubblicazione del codice sorgente che, di fatto, fornisce la possibilità a tutti gli interessati di verificare le operazioni e le attività effettivamente poste in essere dal programma.
E’ bene, infatti, sottolineare, come un nodo imprescindibile connesso all’utilizzo di Immuni anche in relazione al delicato ambito di applicazione, fosse rappresentato dalla modalità di gestione di alcune tematiche particolarmente sensibili come la geo-localizzazione degli utenti ed il possibile utilizzo “improprio” dei dati raccolti.
Mutuando una tradizione fortemente radicata nel mondo del software “aperto”, ogni riga di codice può essere in qualsiasi momento analizzata, studiata e verificata da tutti gli interessati con l’obiettivo di individuare eventuali criticità, contribuire a risolvere errori ancora latenti o semplicemente fugare i dubbi e le perplessità diffusi nell’opinione pubblica.

L’integrazione con il portale “Developers Italia”
Con il fine di garantire la massima diffusione delle informazioni connesse all’applicazione di “Contact Tracing” è stata anche creata nel portale “Developers Italia”, deputato a raccogliere tutti i progetti relativi alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, un’apposita sezione, contenente anche una serie di immagini esplicative delle principali funzionalità di Immuni.
In particolare, sfogliando le “infografiche” e i dati di natura tecnica messi a disposizione dal Governo (consultabili alla seguente pagina: https://developers.italia.it/it/software/pcm-immuni-app-immuni), è possibile visualizzare l’interfaccia grafica dell’applicazione e ripercorrere virtualmente i processi sottesi alla gestione dei contatti, alla trasmissione dei dati, alle configurazioni sulla privacy ed all’utilizzo generale dell’applicazione.

Il ruolo di Apple e Google
In tale contesto, un tassello decisamente importante è stato apposto anche da due colossi di portata planetaria come Apple e Google che hanno prontamente aggiornato i propri sistemi per agevolare quanto più possibile le attività delle applicazioni adottate per contrastare la diffusione del Coronavirus.
In particolare, gli smartphone sono stati resi in grado di sfruttare le funzionalità di tracciamento anche in “background”, ossia quanto le relative app non sono direttamente utilizzate dagli utenti, attraverso modalità di “risparmio energetico” e possono, ora, colloquiare in maniera indipendente dai sistemi operativi effettivamente installati.
Accogliendo le sollecitazioni pervenute da ogni parte del mondo, i due grandi “competitor” nelle scorse settimane hanno eccezionalmente lavorato in maniera congiunta permettendo di superare quegli ostacoli di carattere tecnico e commerciale che generalmente impediscono o limitano fortemente le interlocuzioni tra i rispettivi sistemi operativi e che, nel caso specifico, avrebbero costituito un ostacolo insormontabile nella lotta al Covid19.
Particolarmente significativa ed incoraggiante è stata, inoltre, la dichiarazione rilasciata dal CEO di Google, Sundar Pichai, che ha specificato come, in base alle analisi condotte dalla casa di Mountain View, le applicazioni di tracciamento potranno svolgere un ruolo decisivo anche nel caso, al momento remoto, in cui si registrino basse percentuali di effettivo utilizzo.

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