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L’Antitrust bacchetta gli enti se violano la concorrenza

Fonte: Italia Oggi

Aumentano i poteri dell’autorità per la concorrenza grazie alla manovra economica del governo Monti. L’Antitrust diventa una sorta di pubblico ministero antitrust di fronte alla giustizia amministrativa: può infatti impugnare davanti al giudice gli atti di qualsiasi pubblica amministrazione ritenuti contratti alle regole del libero mercato. Sono avvisati, insomma, i comuni che invece di bandire le gare d’appalto procedono senz’altro con gli affidamenti in house. È l’articolo 35 del decreto legge 201/11 a delimitare il nuovo perimetro per l’attività del garante, aggiungendo il comma 21 bis alla legge 287/90: adesso l’Agcm risulta legittimata ad agire in giudizio contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti e i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che reputa sospetti. Da oggi in funziona così: laddove l’Antitrust ritenga che una certa pubblica amministrazione abbia emanato un atto in violazione delle norme a tutela della concorrenza, emette un parere motivato in cui indica i profili specifici delle violazioni riscontrate; poi la palla passa all’ente: se l’amministrazione non si adegua alle censure mossegli entro il termine dei sessanta giorni successivi alla comunicazione del parere, l’Autorità può presentare tramite l’avvocatura dello stato il ricorso entro i successivi trenta giorni. Ai giudizi instaurati ai sensi del primo comma dell’articolo 35 del decreto si applica la disciplina di cui al Libro IV, Titolo V, del dlgs 104/04, vale a dire le norme del nuovo codice del processo amministrativo che riguardano l’ottemperanza e i riti speciali e in particolare i procedimenti abbreviati relativi a controversie speciali, ad esempio quelli in tema di lavori pubblici. Il tutto, precisa il governo, si risolve in una riforma a costo zero. Il presidente del consiglio Mario Monti, intervenendo alla camera, ha spiegato che l’Antitrust potrà «sollevare questioni di legittimità costituzionale di leggi che ostacolino il libero sviluppo dei mercati». La manovra, fra l’altro, riduce il numero dei componenti delle autorità amministrative. Eppure le competenze dell’Antitrust si ampliano anche su un altro fronte, quello dell’attività istituzionale: diventa obbligatorio il parere dell’Authority sui disegni di legge governativi e sui regolamenti che introducono restrizioni all’accesso o all’esercizio di attività, che finora è stato facoltativo ai sensi dall’articolo 22 della legge 287/90. Nella manovra «ci sono molte delle cose che come Antitrust avevamo chiesto di fare», ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, in occasione del passaggio di consegne con il suo successore Giovanni Pitruzzella.

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