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La spending manda il margine in rosso

Fonte: Il Sole 24 Ore

La spending review pesa sui conti della Cdp che lo scorso anno ha riportato un margine di intermediazione negativo per 114 milioni, se lo si calcola con i criteri standard. Ma la Cassa depositi e prestiti non è una banca “normale”. Seppure sottoposta alla vigilanza della Banca d’Italia, ha un obbligo di “servizio” per la tesoreria dello Stato con remunerazione fissata dalla legge. È appunto sul meccanismo di remunerazione delle giacenze sul conto corrente di tesoreria depositato presso il Ministero del Tesoro, che lo usa per i pagamenti di Stato, che è intervenuta la revisione al ribasso (novità introdotte dal decreto ministeriale del 24 maggio 2014) con effetto evidente sui conti. Infatti il margine d’interesse dal 2013 al 2014 è calato del 61,8%, passando da 2.424 milioni a 925 milioni.

Se il piatto piange nell’attività “caratteristica” della Cdp, la spinta ad avventurarsi in territori attigui all’investment banking – cosa che richiederà probabilmente la modifica dello Statuto – si spiega forse anche con la ricerca di nuove fonti di reddito. 

Le commissioni nette infatti sono “strutturalmente” negative – stabili intorno a 1,6 miliardi – perchè alle Poste italiane sono pagate commissioni per il servizio di collocamento di libretti e buoni postali, che rappresentano buona parte della raccolta della Cassa: 1,7 miliardi girati alle Poste lo scorso anno per un “costo” pari allo 0,7% della raccolta per questo canale.

È così che il margine d’intermediazione nel 2014 è scivolato in territorio negativo per 114 milioni (113,7 milioni per la precisione), rispetto al dato positivo di 1.159 milioni del 2013. Nella contabilità della Cassa, però, il margine di intermediazione rettificato torna positivo per 481 milioni – pur in netta contrazione rispetto ai 2.414 milioni dell’anno prima (-80,1%) – grazie sostanzialmente all’aiuto dell’Eni. Nel margine di intermediazione rettificato rientrano infatti le rivalutazioni sulle partecipazioni, un contribuito di 594,3 milioni nel 2014, che per quasi i due terzi (383 milioni) proviene dal Cane a sei zampe. Era andata meglio l’anno prima, quando la rivalutazione della partecipazione in Eni aveva permesso di contabilizzare plusvalenze per 1.135 milioni, in aggiunta ai 226 milioni della Snam. Comunque, appunto, anche nel 2014 quanto basta per “salvare” il margine di intermediazione.

Bene le attività assicurative che hanno portato al conto economico del 2014 un contribuito di 503 milioni, il doppio rispetto ai 249 milioni del 2013. Non abbastanza però da compensare il calo del margine d’interesse. Tirando le somme, infatti, il risultato della gestione finanziaria e assicurativa è comunque in decisa contrazione, passando dai 1.351 milioni del 2013 ai 224 milioni del 2014 (-83,4%). Il risultato “rettificato” registra invece un arretramento del 63,1%, passando da 2.663 a 984 milioni. In quest’ultimo dato si tiene conto delle rivalutazioni sulle partecipazioni (i 594,3 milioni sopra menzionati), ma non invece delle svalutazioni di crediti e attivi finanziari, negativi lo scorso anno per 166 milioni rispetto ai 57 milioni del 2013.
Più che dimezzato infine l’utile netto di pertinenza della capogruppo, sceso da 2,5 a 1,16 miliardi.

Passando allo stato patrimoniale, il 2014 ha evidenziato un aumento del 21,3% della disponibilità liquide e di tesoreria, ma dei 183,75 miliardi di liquidità 147 miliardi sono relativi al conto di tesoreria del Mef. Quel che balza più all’occhio però è l’aumento della raccolta, +10,1% a 344 miliardi, con il canale postale (73% del totale) che ha riversato 252 miliardi (+4%). Ciononostante le erogazioni (in tabella la voce crediti verso clienti e banche) sono rimaste stabili a 105,8 miliardi (-0,1%). 
E le attività d’investimento? In bilancio il 77,7% del Fondo strategico italiano (il resto è in mano a Banca d’Italia) è contabilizzato per 3,42 miliardi. C’è poi il portafoglio di fondi e veicoli d’investimento (infrastrutture, housing, eccetera) che ammonta a 1,3 miliardi, ma con l’impegno a investire fino ad altri 1,9 miliardi. 

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