La lente dell’Unione europea sul correttivo appalti

Fonte: Italia Oggi

Il Correttivo appalti finisce nel mirino della Commissione europea per presunta violazione della direttiva sui ritardi dei pagamenti. L’esecutivo di Bruxelles ha inviato al governo italiano una lettera di messa in mora, primo passo per l’avvio vero e proprio della procedura di infrazione, allo scopo di richiedere maggiori informazioni sulla compatibilità col diritto Ue dell’articolo 113-bis del Codice dei contratti pubblici (dlgs 50/2016) nella parte in cui prevede che «il termine per l’emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto non può superare i 45 giorni decorrenti dall’adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori».
Una norma nuova di zecca introdotta all’interno del Codice appalti dal decreto correttivo (dlgs n. 56/2017) entrato in vigore il 20 maggio scorso. Secondo il commissario europeo al mercato interno, industria, imprenditoria e pmi, Elzbieta Bienkowska, la disposizione sembra «estendere sistematicamente a 45 giorni il termine per il pagamento delle fatture nei lavori pubblici» e appare contraria alla direttiva sui ritardi dei pagamenti…

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