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La crescita perde la priorità Sud

Fonte: Il Sole 24 Ore

Il Mezzogiorno esce dalle priorità del Fondo per la crescita sostenibile. Con un emendamento della Lega approvato ieri in commissione alla Camera, il decreto sviluppo perde uno dei pochi elementi che erano stati inseriti con attenzione specifica al Sud. Un blitz che farà discutere. L’emendamento, approvato con il parere positivo del Governo, cancella le parole «in particolare del Mezzogiorno» da uno dei commi in cui si specificano le priorità del nuovo Fondo per la crescita che dovrà raccogliere ciò che resta degli incentivi industriali alle imprese. Il comma , tra le finalità del Fondo, citava «il rafforzamento della struttura produttiva, in particolare del Mezzogiorno, il riutilizzo di impianti produttivi» e il rilancio di aree di crisi complessa di rilevanza nazionale. Bocciato invece un emendamento che andava in direzione opposta, presentato da Sergio D’Antoni (Pd), per la ripartizione del Fondo tra credito di imposta per la ricerca scientifica e credito di imposta per le assunzioni a tempo indeterminato e per gli investimenti nelle regioni meridionali. Il relatore Raffaello Vignali (Pdl) getta acqua sul fuoco privilegiando una diversa interpretazione, ovvero la maggiore flessibilità che in questo modo sarebbe concessa al nuovo Fondo: «Sarà usato secondo le necessità, senza dare priorità a un’area, ma i fondi per il Mezzogiorno nessuno li porta via». Va detto che un altro emendamento della Lega, finalizzato a eliminare il vincolo dell’85% per la destinazione alle Regioni del Mezzogiorno delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (il vecchio Fas), è stato respinto. Spunta poi l’ipotesi, che potrebbe essere esaminata nel consiglio dei ministri di venerdì, di accorpare le festività per aumentare i giorni lavorativi e dunque il Pil.
Industria
La giornata alla Camera ha riservato anche oltre novità. Sempre a firma Lega, ha ottenuto il disco verde l’emendamento che esclude dal bonus fiscale per l’assunzione di personale qualificato le imprese che «delocalizzano all’estero riducendo le attività produttive in Italia per i tre anni successivi il periodo d’imposta in cui si è usufruito» del bonus. Via libera anche a un emendamento di Stefano Saglia (Pdl) per favorire il ricollocamento professionale di lavoratori interessati da interventi di riconversione e riqualificazione industriale. Invitalia, intanto, stabilisce un emendamento presentato dall’ex ministro dello Sviluppo Paolo Romani (Pdl) e approvato ieri, potrà svolgere il ruolo di centrale di committenza per le amministrazioni pubbliche, «al fine di accelerare l’attuazione degli interventi di rilevanza strategica per la coesione territoriale e la crescita economica, con particolare riferimento a quelli riguardanti le aree sottoutilizzate».
Agenzia digitale
Approvato il pacchetto di articoli che istituisce l’Agenzia per il digitale che svolgerà le funzioni che fino ieri erano di DigitPa, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione e Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Il governo starebbe invece ancora valutando se anticipare parte delle norme per l’Agenda digitale in un emendamento oppure rinviare il pacchetto a dopo l’estate con un apposito decreto. Ieri il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, intervistato nel corso di “America 24” su Radio 24, ha ricordato che sono stati già individuati 3 miliardi in chiave anti digital-divide e che si sta lavorando adesso per trovare risorse anche per le regioni settentrionali.
Mini-bond
Intanto i relatori, Vignali e Alberto Fluvi (Pd), hanno presentato un emendamento che amplia l’articolo sui mini-bond. Il testo prevede che la durata delle cambiali finanziarie, ora compresa in un intervallo che varia da tre mesi a un anno, venga estesa, passando da un minimo di un mese a un massimo di tre anni. L’esame del decreto riprende questa mattina, attese le nuove modifiche sugli ammortizzatori sociali, frutto di un’intesa tra governo e maggioranza (si veda pagina 12).

L’esame del Dl in Parlamento

SUD
Il Mezzogiorno esce dall’elenco delle finalità che il decreto legge sviluppo assegna al nascente «Fondo per la crescita sostenibile».
A prevederlo è un emendamento della Lega approvato ieri in Commissione alla Camera

AGENDA DIGITALE
Nasce l’«Agenzia per l’Italia digitale» che dovrà attuare l’Agenda digitale. L’Agenzia assorbirà i compiti svolti da DigitPA, dall’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione e dal dipartimento per la digitalizzazione della Pa

MINI-BOND
Un emendamento dei relatori ridisegna i mini bond. Viene ampliata la durata delle cambiali finanziarie che potranno variare da un mese a tre anni. Potranno essere emesse da società di capitali, da società cooperative e mutue assicuratrici

DELOCALIZZAZIONI
Approvato un altro emendamento del Carroccio che esclude dal credito d’imposta sulle assunzioni di lavoratori qualificati le imprese che decidono di delocalizzare la produzione all’estero, riducendo l’attività in Italia

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