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Rassegna stampa

La conferenza stampa di Draghi: “Riapre chi vaccina i fragili”

Fonte: Sole 24 Ore

di BARBARA FIAMMIFERI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

La parola «collaborazione» condita da aggettivi come «buona», «ottima» Mario Draghi la ripete più volte con riferimento alle Regioni con cui poco prima si era intrattenuto per il primo confronto sul Recovery Plan: «Non esistono Regioni o Stato, esistiamo noi». Fatto sta che quando attacca i furbetti, i 35enni che si vaccinano «saltando la fila», quando parla di «platee sanitarie che si allargano» con un severo richiamo alla «coscienza» di chi si prende il posto di un anziano, di un fragile, «lasciandolo esposto al rischio della vita» sta inviando un messaggio chiaro e molto duro anche ai Governatori, o meglio a quelli che si sono distinti proprio per non aver vaccinato over 75 e over 80, i più colpiti dal Covid. Adesso però si cambia. E chi non si adegua pagherà un prezzo altissimo. Tra i parametri che decideranno quando e cosa riaprire, il presidente del Consiglio ha anticipato che ci sarà anche quello dei vaccinati più a rischio cioè anziani e fragili.«Tanto più celermente procedono le vaccinazioni, tanto più celermente si potrà riaprire»: eccolo il messaggio del premier ai Governatori. Sarà una direttiva del commissario Figliuolo a confermarlo nelle prossime ore. Il premier resta convinto che nonostante le nuove disposizioni su AstraZeneca alla fine del mese il risultato delle «500mila dosi al giorno» sarà raggiunto.

Draghi parla al termine del confronto con le Regioni sul Recovery Plan, che però è appena lambito durante la conferenza stampa. Il premier conferma che il piano italiano sarà consegnato entro la scadenza del 30 aprile, che ci sarà una regia «politica» a Palazzo Chigi ma che poi spetterà alle amministrazioni competenti, a partire da Regioni ed enti locali, il compito di tradurre in progetti realizzati i 200 miliardi messi a disposizione dalla Ue. Per riuscirci, avverte, «dobbiamo cambiare tutto» perché «ci sono centinaia di miliardi appostati in bilancio e non utilizzati». Le domande sono a tutto campo: dallo scostamento di bilancio («superiore all’ultimo», ha anticipato, lasciando intendere che quindi si va oltre i 32 miliardi), alla golden power per la quale si dice «d’accordo con Giorgetti (il ministro per lo Sviluppo, ndr)» perché «è uno strumento del Governo per evitare la cessione di asset strategici a potenze straniere», all’Alitalia («dovrà reggersi sulle sue ali»). Gli chiedono cosa pensa della richiesta del segretario della Cgil Landini di prorogare ulteriormente il blocco dei licenziamenti e la risposta è altrettanto netta: «La posizione del Governo non cambia, è quella espressa nel Dl passato, prevedendo lo sblocco dei licenziamenti a giugno a seconda del tipo di ammortizzatore sociale di cui dispongono i lavoratori». Durissimo poi sul trattamento riservato a Ursula Von der Leyen dal «dittatore» turco Erdogan con il quale però bisogna «collaborare» rivendicando senza equivoci le nostre differenze. In serata Ankara ha convocato l’ambasciatore italiano.

Inevitabilmente però il piatto forte sono vaccini e riaperture. Lo sa anche Draghi che probabilmente ha voluto questa conferenza stampa proprio per rassicurare gli italiani. Non a caso ad accompagnarlo è il coordinatore del Cts, Franco Locatelli. Entrambi ripetono più volte la parola «fiducia». «Condanno le violenze ma capisco il senso di smarrimento, disperazione e alienazione», ha detto il presidente del Consiglio riferendosi alle manifestazioni di ristoratori e ambulanti di questi giorni. Draghi non esclude che nelle «prossime settimane» possano esserci «riaperture», a partire dal ritorno in presenza alle superiori, per consentire agli studenti di passare almeno assieme l’ultimo mese di scuola.

Quanto agli esercizi commerciali più colpiti il premier non indica una data. Dipenderà dai contagi, certo, ma anche da come procederà la campagna vaccinale: «Il miglior sostegno sono le riaperture». Nelle quali vanno inclusi anche i turisti, che dobbiamo «far tornare». «Spagna e Grecia sono più avanti di noi», ha detto il premier a proposito del passaporto vaccinale. Anche Locatelli è convinto che siamo sulla strada giusta. Il coordinatore del Cts insiste sulla «sicurezza» e l’efficacia di AstraZeneca e conferma che i dati stanno migliorando nonostante i 487 morti di ieri. Calano i ricoveri in terapia intensiva per il secondo giorno consecutivo e migliorano i numeri delle Regioni. Lo confermerà oggi anche il report dell’Iss che comincia in parte a riaprire il Paese: Lombardia, Emilia, Friuli, Piemonte, Toscana e Calabria potrebbero lasciare da lunedì la zona rossa per l’arancione.

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